Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 11 agosto 2017

IL PERDONO È IL MOTORE DELLA SPERANZA

IL PECCATO NON E' UN «TATUAGGIO INCANCELLABILE»

Francesco: «Tanti cattolici che si credono perfetti e disprezzano gli altri … è triste, questo!»




 Antonino Legname

Nella Catechesi dell'Udienza Generale del 9 agosto 2017, Papa Francesco ha detto: «Gesù libera da quel senso di oppressione di sentirsi sbagliato». Il Signore non teme lo scandalo e, superando la mentalità del tempo, che operava una separazione netta tra i giusti e i peccatori, tra i puri e gli impuri, si avvicina ai pubblici peccatori, ai malati di lebbra, agli indemoniati e a quelle donne di facili costumi che la gente condannava ed emarginava. Sono gli esclusi, i cosiddetti «intoccabili», che Gesù cercava ed accoglieva per sanarli e per guarirli. Dava scandalo la sua bontà e la sua misericordia verso coloro che erano ritenuti indegni dai contemporanei. Ma come ha detto il Papa - «Laddove c’è una persona che soffre, Gesù se ne fa carico, e quella sofferenza diventa sua». Gesù non predica una sorta di sadismo o di masochismo e non dice che la condizione di pena dev’essere sopportata con eroismo, alla maniera dei filosofi stoici». Gesù è venuto a liberarci dal dolore e dalla sofferenza e a condividere il dolore umano con quell'atteggiamento che è distintivo della vita cristiana, cioè la misericordia. «Il cuore di Cristo incarna e rivela il cuore di Dio». Papa Francesco vede Gesù con le braccia spalancate verso i peccatori: sono braccia di accoglienza e di perdono che infondono tanta speranza a chi si trova in una vita sbagliata o in una situazione di peccato. Anche gli occhi amabili e il cuore aperto di Gesù partecipano alla rinascita di «chi nella sua vita ha accumulato tante scelte sbagliate». Abbiamo la certezza che con la sua misericordia Gesù «perdona, abbraccia, capisce, si avvicina»! Per questo Egli viene accusato di dare scandalo e di bestemmiare, «perché solo Dio può perdonare i peccati». E chi si può sentire puro e perfetto? Francesco pensa «a tanti cattolici che si credono perfetti e disprezzano gli altri … è triste, questo!». Tante volte il Papa ha ribadito che tutti siamo peccatori, e che nessuno è legato in maniera irrimediabile al proprio passato di peccato, come se avesse un «tatuaggio incancellabile». Il Signore spalanca il cuore della sua misericordia e del suo perdono a chi gli apre il proprio cuore. Il Pontefice dice che i peccatori perdonati vengono anche «rasserenati a livello psicologico, perché liberati dal senso di colpa» e ricevono la speranza di una vita nuova. Anche se ti senti uno «straccio» guarda avanti e confida in Gesù, e Lui ti «cambia il cuore». Non dobbiamo dimenticare che «come primo impasto per formare la sua Chiesa», il Signore non scelse persone sante che non sbagliavano mai; basta pensare a Pietro e al suo triplice rinnegamento. «La Chiesa - ha ricordato Francesco - è un popolo di peccatori che sperimentano la misericordia e il perdono di Dio … E questa è la nostra speranza».