Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

domenica 6 agosto 2017

LE VACANZE TEMPO DI RIPOSO E DI CRESCITA SPIRITUALE



UN MESSAGGIO DI SPERANZA
Francesco: «L'evento della Trasfigurazione del Signore per incontrare Gesù e  metterci a servizio dei fratelli»


Antonino Legname

«Il tempo estivo è momento provvidenziale per accrescere il nostro impegno di ricerca e di incontro con il Signore», sono le parole che Papa Francesco ha rivolto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per l'Angelus del 6 agosto 2017. Il Pontefice ha commentato l'esperienza che i tre Apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, fecero sul monte Tabor, mentre Gesù si trasfigurava davanti ai loro occhi. «L'evento della Trasfigurazione del Signore ci offre un messaggio di speranza» - ha detto Francesco - che ci spinge ad incontrare Gesù e a metterci a servizio dei fratelli. La salita al monte Tabor esprime l'ascesa spirituale, la fatica della fede e la disponibilità a «staccarsi dalle cose mondane». E attraverso questo distacco ci si dispone alla preghiera e all'ascolto attento della Parola di Dio. Papa Francesco invita tutti a riscoprire la dimensione del silenzio e la lettura meditata della Bibbia: «quando noi ci mettiamo così, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noi». Il tempo delle vacanze è un tempo utile per poter conoscere di più il Vangelo della gioia e per incontrare il Signore. Infatti, dice il Papa: «In questo periodo, gli studenti sono liberi dagli impegni scolastici e tante famiglie fanno le loro vacanze; è importante che nel periodo del riposo e del distacco dalle occupazioni quotidiane, si possano ritemprare le forze del corpo e dello spirito, approfondendo il cammino spirituale». E così, con il cuore trasfigurato per aver incontrato Gesù, si potrà ritornare alle consuete attività, arricchiti e ricaricati dalla forza dello Spirito, che spinge verso nuovi traguardi di conversione e ad essere segno concreto di amore verso il prossimo, specialmente verso coloro che soffrono o si sentono soli e abbandonati.