Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 22 dicembre 2016

GLI AUGURI DI PAPA FRANCESCO 

PER UN NATALE CRISTIANO

Telefonata del Santo Padre al programma televisivo “Unomattina”  22 dicembre 2016

 

 

 

Conduttore:
Pronto, Santità …
Papa Francesco:
Buongiorno!
Conduttore:
Buongiorno, grazie!
Papa Francesco:
Mi hanno detto che oggi per voi di “Unomattina” è una data importante: compite 30 anni di trasmissione…
Conduttore:
E’ vero…
Papa Francesco:
Volevo complimentarmi con voi, con gli autori del programma, i conduttori, i giornalisti, i registi, i tecnici, gli impiegati… insomma, con tutti coloro che cooperano alla realizzazione di questa trasmissione molto popolare. So che oggi sono presenti anche i Direttori di Tg1 e di Rai1: un saluto a loro e buon lavoro!
Conduttore:
Grazie, Santità. Noi – Francesca e io – vogliamo anche farLe gli auguri insieme a tutti i nostri giornalisti, direttori, tecnici per il Suo compleanno, per i Suoi 80 anni. E allora abbiamo preparato una piccola sorpresa per Lei, Santità. Eccola…
Papa Francesco:
Vediamo cosa sia la piccola sorpresa…
(parte un montaggio su Papa Francesco)
[…]
Conduttore:
Santità, è ancora al telefono con noi?
Papa Francesco:
Sì, sì, e vi ringrazio della sorpresa.
Conduttore:
Noi vogliamo ringraziare Lei, e dato che tra pochi giorni è Natale, vorremmo sapere se…
Conduttore:
…intanto farLe gli auguri di Natale: Buon Natale, Santità!
Conduttore:
… se Le andasse di lasciare un messaggio a quanti ci seguono da casa: tra loro ci sono anche molti anziani, molte persone ammalate…
Papa Francesco:
Sì. Io vi auguro un Natale cristiano, come è stato il primo, quando Dio ha voluto capovolgere i valori del mondo, si è fatto piccolo in una stalla, con i piccoli, con i poveri, con gli emarginati… La piccolezza. In questo mondo dove si adora tanto il dio denaro, che il Natale ci aiuti a guardare la piccolezza di questo Dio che ha capovolto i valori mondani.
Vi auguro un Santo Natale, e felice: un santo e felice Natale. Un abbraccio a tutti.
Conduttori:
Grazie, Santità. Buon Natale.
Papa Francesco:
Buon Natale!

mercoledì 21 dicembre 2016

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Gravissime le parole del cardinale statunitense Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che ha dichiarato al website "Lifesitenews" di avere il proposito - se il Papa non risponde ai 'dubia" contenuti nella lettera di 4 porporati (lui stesso, Walter Brandmüller, Joachim Meisner e Carlo Caffarra) - di procedere dopo il Natale a fare una "correzione formale" di alcuni passaggi del magistero pontificio nell'Esortazione apostolica "Amoris laetitia". Quanto a lui attribuito dal sito statunitense pro-life, e sino a questo momento non smentito, appare di una gravità inaudita, inedita e tristemente lesiva dell'unità della Chiesa.
Come fanno notare alcuni commenti, oltre al fatto che non si capisce a quale solidità canonica e dottrinale questa famigerata "correzione formale" attingerebbe, nonostante continui ad affermare che si tratti "di un antico istituto della Chiesa" (sic), non è neanche chiaro cosa pensano gli altri tre firmatari della lettera consegnata a giornalisti amici affinché fosse divulgata e di altri due porporati che secondo le loro dichiarazioni condividono i "dubia": il tedesco Paul Cordes e l'italiano Renato Raffaele Martino.
Su queste interpretazioni e polemiche, spesso gonfiate ad arte nei siti e social dei cattolici tradizionalisti, alla domanda di Andrea Tornielli "come vive tutto questo il Papa?", mons. Angelo Becciu, Sostituto della Segretaria di stato, ha risposto così: "Il Papa è un uomo molto sereno, non gli manca mai il buonumore, ma è chiaro che ogni fonte di divisione è per lui motivo di preoccupazione e di dolore. Io non entro nel merito delle polemiche, ma voglio solo ribadire i principi che mi sono sempre stati insegnati dalla sana tradizione della Chiesa: come umile collaboratore del Papa, sento il dovere di dirgli lealmente il mio pensiero quando è in fase di elaborazione una decisione. Una volta che è stata presa, io obbedisco totalmente al Santo Padre. L’unità della Chiesa, per la quale Gesù ha sudato sangue e ha dato la vita, viene prima delle mie idee, pur belle che siano. Quelle vissute in disubbidienza hanno rovinato la Chiesa". Speriamo che il cardinale Burke non solo abbia letto queste considerazioni ma soprattutto abbia riflettuto sulla strada che sembra essere deciso a intraprendere.
Noi, cattolici qualunque, possiamo solo pregare per il porporato e lo facciamo con grande affetto e partecipazione.


Vaticano
Comprare un paio di scarpe, quando l’umiltà di un Papa ci invita alla speranza
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Damiano Serpi ©copyright)  Chi di noi non esce abitualmente di casa per comprare ciò che gli serve ? Non c’è cosa che facciamo con più disinvoltura. Per il Santo Padre è più complicato. Ci sono ragioni di sicurezza, di opportunità e di ordine pubblico che devono essere vagliate e che nessuno di noi si pone nel vivere quotidiano. Ma a quanti di noi piacerebbe ancora di più poter mandare qualcun altro al supermercato, in farmacia o dal giornalaio al posto nostro? Diciamolo chiaramente, ci piacerebbe tanto. Questo il Santo Padre potrebbe farlo con più facilità e, con tutta sicurezza.
Invece Papa Francesco mostra la sua umiltà e, mettendo un po’ di patema d’animo a chi si occupa quotidianamente con professionalità e accuratezza della sua sicurezza, anche stavolta è voluto andare di persona in una farmacia romana per acquistare un paio di scarpe ortopediche. Lo avrà fatto per evadere un po’ dalle stanze vaticane? Lo avrà fatto per poter avere quel contatto con la gente che tanto gli fa bene? 
Lo avrà fatto per assaporare quella libertà di movimento che il suo ruolo gli impedisce di avere e di cui lo stesso Papa Francesco ha più volte confessato pubblicamente di patire la mancanza? Di certo qualcuno non tarderà a trovare in questo gesto qualcosa da criticare. I mal pensanti fanno parte del vivere quotidiano e Papa Francesco tiene conto anche le loro osservazioni. 
Personalmente mi piace pensare anche a qualcos’altro. Mi piace pensare che con questo gesto il Papa abbia voluto regalare a tutti noi, in questo preciso momento, una testimonianza di coraggio, di speranza, di fiducia. Mentre tutte le tv del mondo raccontano di cristiani impauriti dopo l’attentato di Berlino, l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia e la strage nella Chiesa Copta di Il Cairo, il Papa esce tranquillamente e compie uno dei gesti più semplici e umili che tutti noi facciamo ogni giorno. Si reca ad acquistare di persona ciò di cui ha bisogno. Proprio lui, il Santo Padre, ci offre questa testimonianza vera, concreta, diretta. Non ha paura, esce, va incontro al mondo che esiste al di fuori della sua residenza super protetta. Incontra, si ferma e dialoga umilmente con chi trova nel suo percorso. 
Abbiamo davvero bisogno di testimonianza e di esempi e questo, voluto o no che sia stato, lo è davvero.