Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

martedì 29 gennaio 2019

IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO ALLA ROTA ROMANA PER L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO 2019


UNITA’ E FEDELTA’ NEL MATRIMONIO

Francesco: «Una coppia che vive da tanti anni insieme non fa notizia – è triste questo -, mentre fanno notizia gli scandali, le separazioni, i divorzi»

Papa Francesco alla Rota Romana, 29 gennaio 2019 (foto da Vatican.va)


di Antonino Legname

«L’unità e la fedeltà sono due beni irrinunciabili e costitutivi del matrimonio», ha detto Papa Francesco nel Discorso al Tribunale della Rota Romana, il 29 gennaio 2019, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti che «la società in cui viviamo è sempre più secolarizzata, e non favorisce la crescita della fede, con la conseguenza che i fedeli cattolici fanno fatica a testimoniare uno stile di vita secondo il Vangelo, anche per quanto riguarda il Sacramento del matrimonio». Ed è proprio in tale contesto sociale e culturale difficile che gli sposi cristiani, che hanno celebrato il sacramento del matrimonio, sono chiamati a dare testimonianza di «unità e di fedeltà», due beni matrimoniali molto importanti, in quanto espressione dell’unione coniugale in Cristo ed «epifania della fede battesimale». Il Papa avverte i fidanzati che si preparano a celebrare le nozze, che il loro matrimonio sarà valido se in ciascuno dei nubendi si stabilisce «una piena unità e armonia con l’altro, affinché, attraverso il mutuo scambio delle rispettive ricchezze umane, morali e spirituali – quasi a modo di vasi comunicanti – i due coniugi diventino una sola cosa». Francesco ribadisce che «il matrimonio richiede anche un impegno di fedeltà, che assorbe tutta la vita, diventando stabilmente consortium totius vitae (can.1135)». 
Il Vescovo di Roma esorta i Pastori della Chiesa ad accompagnare con sollecitudine lo sviluppo graduale e progressivo dei fidanzati e della famiglia attraverso tappe di crescita e di formazione; e suggerisce una «triplice preparazione al matrimonio: remota, prossima e permanente». La cura pastorale costante e permanente degli sposi è la più difficile, proprio perché richiede la disponibilità e l’impegno a crescere come famiglia e come comunità, grazie ai mezzi di grazia che la Chiesa mette a disposizione, come per esempio:  «l’accostamento alla Parola di Dio, specialmente mediante la lectio divina; gli incontri di catechesi; il coinvolgimento nella celebrazione dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia; il colloquio e la direzione spirituale; la partecipazione ai gruppi familiari e di servizio caritativo, per sviluppare il confronto con altre famiglie e l’apertura ai bisogni dei più svantaggiati». Tutto questo aiuta gli sposi cristiani ad essere testimoni credibili della fecondità della Chiesa. Papa Francesco fa un elogio molto bello di tanti sposi cristiani, i quali con la fedeltà quotidiana alla loro vocazione «sono una predica silenziosa per tutti, una predica “feriale” direi, di tutti i giorni». Purtroppo, lamenta il Papa, «dobbiamo constatare che una coppia che vive da tanti anni insieme non fa notizia – è triste questo –, mentre fanno notizia gli scandali, le separazioni, i divorzi». Infine, il Pontefice lancia a tutti, e non solo agli sposi, la buona notizia: «la fedeltà è possibile, perché è un dono».

domenica 13 gennaio 2019

PAPA FRANCESCO BATTEZZA 27 BAMBINI NELLA CAPPELLA SISTINA: IL PIANTO DEI BAMBINI È UNA BELLA POLIFONIA


LA FEDE SI TRASMETTE IN FAMIGLIA

Francesco: «La fede sempre va trasmessa “in dialetto”: il dialetto della famiglia, il dialetto della casa»

Papa Francesco nella Cappella Sistina - 13 gennaio 2019 Festa del Battesimo del Signore (Foto dal sito vatican.va)

di Antonino Legname

«Voi chiedete alla Chiesa la fede per i vostri figli, e oggi loro riceveranno lo Spirito Santo, e il dono della fede ciascuno nel proprio cuore, nella propria anima. Ma questa fede poi deve svilupparsi, deve crescere», ha detto Papa Francesco durante l’Omelia della Messa nella Cappella Sistina, il 13 gennaio, Festa del Battesimo del Signore. Il Pontefice durante la Messa ha amministrato il Battesimo a 27 neonati, 12 bambini e 15 bambine, e rivolgendosi ai genitori li ha esortati ad essere i primi a trasmettere la fede ai figli, perché prima di essere studiata ed approfondita al catechismo, la fede va trasmessa, con la testimonianza e il buon esempio di papà e mamma. «Perché la fede – ha spiegato Francesco - sempre va trasmessa “in dialetto”: il dialetto della famiglia, il dialetto della casa, nel clima della casa». I genitori devono anzitutto insegnare ai figli, quando ancora sono piccoli, a fare bene il segno della Croce. Ma quello che conta di più «è trasmettere la fede con la vostra vita di fede: che vedano l’amore dei coniugi, che vedano la pace della casa, che vedano che Gesù è lì». 
È normale che in famiglia si litighi, ma – consiglia il Papa ai genitori - «non litigate mai davanti ai bambini, mai». E se capita di litigare è importante e salutare che i figli, specialmente quando sono ancora piccoli, non sentano e non vedano i conflitti di papà e mamma. «Voi non sapete l’angoscia che riceve un bambino quando vede litigare i genitori» - ha evidenziato Francesco. E prima di amministrare il Battesimo ai bambini il Papa ha voluto rassicurare i genitori dicendo loro che non devono preoccuparsi se i loro piccoli piangono durante la celebrazione, il pianto per loro è un meccanismo di difesa, perché si sentono in un ambiente strano. E allora «se piangono per fame, allattateli. Alle mamme dico: Allattate i bambini, tranquille, il Signore vuole questo. Perché, dove sta il pericolo? – domanda Francesco – dato che i bambini piccoli «hanno una vocazione polifonica: incomincia a piangere uno, e l’altro gli fa il contrappunto, e poi l’altro, e alla fine è un coro di pianto!».

venerdì 11 gennaio 2019

LO SPIRITO DEL MONDO È LO SPIRITO DELLA MENZOGNA


LE CRÊPES DELLE BUGIE E DELLE CHIACCHIERE

Francesco: «Se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio, perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona. Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina»


Papa Francesco durante la Meditazione della Messa a Santa Marta, 10 gennaio 2019 (foto dal sito di vatican.va)

di Antonino Legname

«A Carnevale c’è la tradizione di offrire come dolci le crêpes: voi tutti le conoscete. Ci sono alcune, in dialetto, che si chiamano “le bugie”: sono rotonde», ma non “consistenti”, essendo “piene di aria”. E anche «lo spirito del mondo è così: pieno di aria. Non serve. Si sgonfierà» - ha detto Papa Francesco durante la Meditazione della Messa a “Casa Santa Marta”, il 10 gennaio 2019. Devo dire che da noi, in Sicilia, a Carnevale si friggono delle pastelle allungate e vuote dentro, quasi a forma di lingua, che si chiamano “chiacchiere”. Con bugie e chiacchiere si alimenta lo “spirito del mondo”, che – ha spiegato Francesco - «è lo spirito della vanità, delle cose che non hanno forza, che non hanno fondamento e che cadranno». Infatti lo spirito del mondo – dice il Papa - «può offrire soltanto bugie». Il Pontefice, prendendo spunto dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4, 19 - 5, 4), ha ricordato che l’amore verso il prossimo è come la cartina di tornasole per verificare l’amore verso Dio; infatti, se uno non è capace di amare quello che vede, come potrà amare ciò che non vede? L’esortazione di Francesco è chiara e concreta: «ama questo che vedi, che puoi toccare, che è reale. E non le fantasie che tu non vedi. “Oh, io amo Dio!” - sì, ma prova: prova ad amarlo in questo. Se tu non sei capace di amare Dio nel concreto, non è vero che tu ami Dio». È un invito alla coerenza e alla testimonianza dell’amore, per non cadere nella bugia di dire che si ama Dio quando in realtà si odia il prossimo. Quando nell’animo umano c’è divisione e quando si semina divisione nella famiglia, nella comunità e nella società, significa che lì non c’è Dio ma lo spirito del mondo, che – ha ribadito il Papa - «è uno spirito di divisione», che genera «l’odio e la guerra». E per non essere astratti, il Pontefice, indica tre segnali chiari per capire se uno ama o non ama il prossimo: il primo segnale è la preghiera. Se io non prego per il mio fratello, anche per quello che mi è antipatico, nemico e mi odia, significa che non amo il prossimo e non amo Dio. Il secondo segnale è dato dai sentimenti negativi che si provano nel cuore: se c’è gelosia, invidia, odio, fino al punto da augurare il male a qualcuno, significa che non ami il prossimo veramente. E a quel punto è segno di incoerenza dire che si ama Dio. Papa Francesco consiglia di estirpare subito questi sentimenti che sono molto pericolosi. E il terzo segnale è legato al “chiacchiericcio”. Senza giri di parole, il Vescovo di Roma ammonisce: «Mettiamoci nel cuore e nella testa, chiaramente: se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio, perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona». E usando un’immagine molto eloquente, aggiunge: «Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina, con tante caramelle... Perché è bello, è “dolce” chiacchierare, sembra una cosa bella; ma distrugge. E questo è il segnale che tu non ami». E anche in questa occasione, Francesco ribadisce che «se una persona lascia di chiacchierare nella sua vita, io direi che è molto vicina a Dio: molto vicina». In un’altra circostanza aveva detto che se si trovasse una persona che nella sua vita mai ha sparlato degli altri, si potrebbe farla subito santa. Francesco spiega: «Perché non spettegolare custodisce il prossimo, custodisce Dio nel prossimo». Sappiamo quanto sia difficile tenere la lingua a freno e lottare per vincere lo spirito del mondo. Per questo abbiamo bisogno di irrobustire la fede perché «soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia».

giovedì 10 gennaio 2019

INAUGURAZIONE DELNUOVO ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO SICULO - PALERMO 8 GENNAIO 2019


S.E.R. Mons. Corrado Lorefice, Moderatore del Tribunale Interdiocesano Siculo, dichiara aperto l'Anno Giudiziario 2019

RELAZIONE DEL VICARIO GIUDIZIALE, MONS. ANTONINO LEGNAME, SULL’ATTIVITÀ DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO SICULO NELL’ANNO GIUDIZIARIO 2018


Eccellentissimo Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana
Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi,
Signori Magistrati  e Avvocati del foro civile,
Autorità civili, militari e accademiche,
Confratelli nel sacerdozio, Ministri e Collaboratori
del nostro Tribunale,
Signore e Signori,


Grazie per la Vostra presenza a questa prima inaugurazione dell’Anno Giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo, che si occupa esclusivamente dei processi canonici per le nullità dei matrimoni, ed è a servizio delle 14 diocesi della Sicilia che lo hanno costituito: Palermo, Catania, Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, Monreale, Acireale, Caltagirone, Caltanissetta, Cefalù, Mazara del Vallo, Patti, Piana degli Albanesi, Piazza Armerina, Ragusa, Trapani
Particolare gratitudine desidero esprimere a Sua Eccellenza Mons. Corrado Lorefice, Moderatore del nostro Tribunale, per la sua particolare attenzione e premura nei confronti della nostra attività giudiziaria, che – come Egli ha detto in più occasioni – non deve essere legalistica ma profondamente pastorale, perché ha come fine il bene dei fedeli, cioè la «salus animarum».
Anch’io ringrazio Sua Eccellenza Mons. Filippo Iannone, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, per aver accettato il nostro invito e per le riflessioni che ci offrirà sullo sfondo del Magistero di Papa Francesco, in particolare, sui Discorsi del Santo Padre al Tribunale della Rota Romana.
Un grazie di cuore lo rivolgo ai più stretti Collaboratori del nostro Tribunale: ai 18 Giudici sacerdoti e ai 3 Giudici laici, al Cancelliere; agli 11 Difensori del vincolo, di cui 3 sacerdoti e 8 laici; proprio ieri i Vescovi hanno inserito nell’organico del TEIS, come Difensori del Vincolo, altri due sacerdoti, Don Andrea Muscarella, della Diocesi di Caltanissetta e don Francesco Sapuppo della Diocesi di Cefalù. Ringrazio i Vescovi, S.E. Mons. Mario Russotto e S.E. Mons. Giuseppe Marciante per averli presentati. Quindi sale a 13 il numero dei Difensori del Vincolo.
Un saluto e un ringraziamento al Promotore di giustizia, al Patrono stabile, al personale amministrativo, ai 10 Notai stabili e agli altri Notai che prestano servizio occasionale nelle Sedi periferiche, all’archivista e al personale ausiliario. Se il nostro Tribunale ha potuto raggiungere buoni livelli di efficienza e di speditezza è anche grazie al vostro lavoro competente e puntuale.
Rivolgo un sentito saluto e ringraziamento ai 23 Avvocati Rotali e ai 63 Avvocati e Procuratori di fiducia iscritti all’albo del nostro Tribunale. La vostra presenza in ogni fase del processo, a partire dal momento istruttorio, è garanzia non solo per l’indispensabile ius defensionis, ma anche per garantire la verità oggettiva attraverso il contraddittorio tra le parti in causa.
Rinnovo la mia gratitudine e stima ai 3 periti psichiatri, ai 26 psicologi, alla ginecologa, ai 3 grafologi, iscritti al nostro albo. Il vostro è un servizio prezioso e qualificato, di cui il Tribunale si avvale, per aiutare i Giudici a raggiungere la certezza morale nel giudicare le cause di nullità matrimoniale.
A tutti, a me per primo, voglio ricordare la necessità di operare con la massima solerzia, nella consapevolezza che le persone, quando si rivolgono al nostro Tribunale aspettano con ansia, e a volte anche con trepidazione, una risposta al loro dubbio circa la validità del loro matrimonio.
Anche ai Ministri e ai Collaboratori dei Tribunali Diocesani, intervenuti a questa solenne cerimonia inaugurale, il mio più sentito e cordiale saluto.
Con gioia saluto anche gli studenti della Facoltà Teologica di Palermo, qui presenti, che sono venuti per partecipare a questo evento, accompagnati dal loro professore di Diritto Canonico, Mons. Vincenzo Talluto, che ringrazio anche per il suo servizio di Giudice nel nostro Tribunale Interdiocesano.
E nei saluti non posso dimenticare i Rappresentanti degli organi di informazione, in particolare quelli qui presenti, che permettono di far conoscere all’opinione pubblica l’attività del nostro Tribunale. Grazie per il vostro importante servizio.
Infine ringrazio quanti hanno offerto il loro prezioso contributo per l’organizzazione di questa inaugurazione. 

ALCUNE BREVI CONSIDERAZIONI

Dopo l’entrata in vigore del Motu proprio di Papa Francesco Mitis Iudex Dominus Iesus, l’8 dicembre 2015, il Tribunale Ecclesiastico Regionale Siculo ha attraversato un periodo non facile di assestamento e, di conseguenza il numero delle cause introdotte sono diminuite. Inoltre, se consideriamo che, quattro Diocesi della nostra Isola – Agrigento, Nicosia, Noto, Siracusa - hanno costituito il loro Tribunale diocesano, venendo così a mancare al TERS un numero considerevole di cause di competenza di queste Diocesi; e, inoltre, tenuto conto che fino al mese di novembre 2018 tutti i processi per la via più breve sono stati trattati direttamente nelle Diocesi di competenza, dobbiamo ammettere che i 206 libelli introdotti al TEIS nel 2018 sono un numero significativo.
A proposito dei processi più brevi, che è una delle novità della Riforma del Processo canonico di nullità del matrimonio, desidero evidenziare che, dopo attento studio e riflessione, anche grazie agli approfondimenti che abbiamo avuto modo di fare durante il Corso di Formazione per gli Operatori del Tribunale, che si è svolto a Enna il Giugno scorso, la decisione finale presa dai nostri Vescovi è stata quella di adottare una prassi unitaria per l’introduzione e la trattazione dei processi più brevi. Pertanto, come ha scritto il Moderatore nella Lettera del 13 novembre 2018, indirizzata a tutti i Ministri e agli Operatori del TEIS, per informarli di questa decisione dei Vescovi: «tutti i libelli per eventuali processi più brevi, anche se indirizzati al Vescovo diocesano, d’ora in avanti dovranno essere presentati presso la Cancelleria del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo, per essere protocollati e incardinati. Sarà cura del Vicario Giudiziale del TEIS dare seguito alla trattazione delle cause del processo più breve, nel rispetto delle norme canoniche e delle indicazioni espresse dai singoli Vescovi nel Decreto di adesione».
In ogni caso, nelle Sedi periferiche, distaccate nelle singole Diocesi del TEIS, si farà l’istruttoria per garantire il più possibile la vicinanza tra i fedeli e il giudice. Ovviamente la sentenza dei processi più brevi è di competenza del Vescovo diocesano. Qualora la sentenza non dovesse essere affermativa, la causa verrà rinviata automaticamente al processo ordinario, mantenendo lo stesso numero di protocollo. La soluzione adottata dai nostri Vescovi ci permetterà come TEIS di includere nella Relazione e nel quadro statistico, da inviare annualmente al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, anche il numero dei processi più brevi.                                           
Bisogna dire che, da quando è iniziata l’attività del TEIS, cioè dal 30 novembre 2017, il periodo compreso tra l’introduzione della causa e l’inizio della fase istruttoria si è ridotto notevolmente. Sono consapevole che bisogna ridurre ancora di più i tempi che vanno dall’inizio dell’istruttoria fino alla sentenza. Una volta portate a termine le pendenze del TERS si farà di tutto per concludere le nuove cause del TEIS in tempi brevi. Sono altresì convinto che, nonostante i numerosi impegni pastorali dei Giudici sacerdoti, verranno rispettati i tempi previsti dal Codice di Diritto Canonico per la stesura della sentenza: le norme prevedono un mese. Il prolungamento di molti mesi della redazione scritta della sentenza, quando è giuridicamente ingiustificato, diventa un’attitudine contraria alla necessità di un giudizio giusto in tempi ragionevoli. Sappiamo che le nuove norme non prevedono più la doppia conforme della sentenza, e questo ha ridotto di molto i tempi per rendere la sentenza esecutiva al primo grado di giudizio, se non viene appellata.
Il fatto che delle 206 cause introdotte nel 2018 la maggior parte abbiano come capo di nullità la simulazione, o l’incapacità, che comporta una perizia, la cui esecuzione allunga i tempi di almeno quattro-cinque mesi, fa sì che sia sempre più difficile concludere le cause in meno di un anno, specialmente nelle cause dove c’è forte conflittualità tra le parti. 

Adesso, in maniera sintetica, desidero informarVi su alcuni dati statistici relativi all’attività del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo nell’anno appena trascorso, per favorire la necessaria conoscenza da parte della comunità civile e religiosa della realtà del nostro Tribunale. Premetto che, nel corso dell’anno 2017, mi sono trovato ad avere due nomine, una come Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Siculo (TERS) per portare a conclusione le 482 cause pendenti; e l’altra come Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo (TEIS) per le nuove cause introdotte. Questi dati statistici verranno resi pubblici nel sito internet (www.tribunaleinterdiocesanosiculo.it), di cui il nostro Tribunale si è voluto dotare nell’aprile scorso, grazie all’impegno tecnico e professionale del signor Massimiliano Comito, Notaio stabile del Tribunale, che ringrazio. Il sito internet del Tribunale è un prezioso strumento, a servizio della comunità ecclesiale, dove trovare tutte le informazioni necessarie per poter introdurre una causa di nullità matrimoniale, per conoscere i possibili capi di nullità, per richiedere il gratuito patrocinio, per essere informati sulla vita, sull’attività e sull’organigramma del Tribunale Interdiocesano.  
Nel 2018 sono stati introdotti nel TEIS 206 libelli. E sono state concluse 8  cause. Tutte le altre cause sono in fase avanzata di trattazione. Ovviamente, dovendo chiudere il capitolo del Tribunale Ecclesiastico Regionale Siculo, è stato dedicato molto tempo e speso energie per la trattazione delle 397 cause che erano pendenti all’inizio del 2018.  Nel corso dell’anno scorso sono state concluse 233 cause del TERS. Al 1° gennaio 2019 le cause pendenti del TERS sono 164. Entro la fine del 2019 speriamo di concludere tutte le pendenze del Tribunale Ecclesiastico  Regionale Siculo.
Per quanto riguarda il Tribunale Interdiocesano: al 1° gennaio 2018 risultavano pendenti 65 cause. Nel corso del 2018 sono state introdotte 206 cause. Pertanto, le cause trattate nell’anno 2018 sono state 271 e di queste, solo 8 concluse.  Sono state concluse poche cause per i motivi già menzionati.
Pertanto, al 1° gennaio 2019 le cause pendenti nel Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo sono 263.

Confrontando i capi di nullità nelle cause introdotte nell’anno appena trascorso emergono alcuni dati significativi: al primo posto il capo che riguarda l’esclusione dell’indissolubilità del vincolo. Questo significa che, in una società liquida come quella di oggi, tanti nostri giovani non si sposano con la volontà di celebrare un matrimonio indissolubile e per tutta la vita. I giovani d’oggi – come ha detto più volte Papa Francesco – hanno paura degli impegni stabili e definitivi.
Al secondo posto si colloca il capo dell’esclusione della prole. Tanti si sposano con la determinazione di non volere figli dal loro matrimonio. Papa Francesco ha usato parole dure quando ha detto che ci sono coppie di sposi che invece dei figli preferiscono adottare e coccolare cani e gatti.
Altri ancora si sposano senza essere consapevoli degli impegni che assumono nel matrimonio. Infatti, sono in forte aumento le richieste di nullità del matrimonio per problemi di natura psichica o psichiatrica. Il capo che si riferisce al can. 1095, n. 2 mancanza di discrezione di giudizio e di libertà interna, e n. 3, incapacità ad assumere gli obblighi del matrimonio, è invocato con una certa frequenza. Possiamo dire che i giovani d’oggi siano più immaturi di quelli del passato? E che siano psicologicamente più fragili? L’accertamento della maturità psico-affettiva delle parti in causa, tranne nei casi di evidente patologia, è garantita dall’accertamento medico forense, dalla perizia, che è un elemento probante di cui il Giudice si serve per la valutazione della validità o meno di un matrimonio. La perizia psicologica o psichiatrica, se conferma nella parte o in entrambe le parti la presenza di una anomalia psichica o di un disturbo di personalità al momento del consenso, porta facilmente il Giudice a quella certezza morale necessaria per emettere la sentenza. 
Forse è bene ricordare che i pastori in cura d’anime sono chiamati a verificare con più attenzione e competenza, specialmente nella fase prematrimoniale, le convinzioni dei fidanzati circa gli impegni irrinunciabili che devono assumersi per la validità del loro matrimonio. Occorre, pertanto, un serio discernimento per evitare che i fidanzati arrivino al matrimonio con superficialità, per convenienze sociali o per impulsi emotivi, senza la capacità e la responsabilità di onorare gli impegni del matrimonio che celebrano. Papa Francesco in più occasioni ha auspicato un vero e proprio catecumenato per coloro che desiderano celebrare il sacramento del matrimonio. Ed ha spiegato: «Per accedere al Sacramento del matrimonio, i fidanzati devono maturare la certezza che nel loro legame c’è la mano di Dio, che li precede e li accompagna, e permetterà loro di dire: «Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre» […]. E per questo, prima di ricevere il Sacramento del Matrimonio, ci vuole un’accurata preparazione, direi un catecumenato, perché si gioca tutta la vita nell’amore, e con l’amore non si scherza» (Catechesi dell’Udienza Generale del 24 ottobre 2018). 

ALCUNE NOTE SULLA GRATUITA’ DELLE CAUSE DI NULLITA’ MATRIMONIALE

Il 17 aprile 2018 i Vescovi delle 14 diocesi che hanno costituito il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo hanno approvato il nuovo Regolamento Amministrativo per la gestione economica del Tribunale.
In merito alla gratuità delle Cause di nullità del matrimonio, dobbiamo dire che, dopo il Motu proprio di Papa Francesco sulla riforma del processo canonico, nell’opinione pubblica è passato il principio della totale gratuità delle cause.
Su questo punto ritengo importante fare qualche considerazione e riferire alcuni dati.
Ogni persona che ha contratto le nozze nella Chiesa cattolica, in caso di fallimento, ha il diritto di conoscere la verità sulla validità del matrimonio celebrato; la mancanza di disponibilità economiche non deve mai costituire una limitazione nell’esercizio di un tale diritto.
Purtroppo, ancora circolano fake news  in merito ai costi delle cause per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale; anche per questo motivo tante persone rinunciano ad iniziare il procedimento canonico per verificare la validità o meno del loro matrimonio fallito.
Nelle norme della Conferenza Episcopale Italiana, circa il regime amministrativo dei Tribunali Ecclesiastici Italiani in materia di nullità matrimoniale, promulgate con Decreto del 7 giugno 2018, ed entrate in vigore l’11 giugno 2018, all’art. 6  § 2. si legge:  «Le parti sono tenute a concorrere alle spese giudiziali nella misura e secondo le modalità determinate dal Consiglio Episcopale Permanente». E il § 3 recita: «Le parti che non sono in grado di sostenere il pagamento del contributo di cui al paragrafo precedente possono chiedere al Vicario giudiziale l’esenzione o la riduzione del contributo. Al medesimo spetta stabilire l’eventuale rateizzazione. La riduzione o l’esenzione vengono concesse dallo stesso Vicario giudiziale dopo aver acquisito il parere del parroco della parte e tutti gli altri elementi necessari per la valutazione del caso, in conformità ai criteri stabiliti dal Consiglio Episcopale Permanente».
Pertanto, il nostro tribunale ecclesiastico si fa carico delle richieste da parte delle persone meno abbienti, esentandole, dietro presentazione di adeguata documentazione, dalle spese processuali e sostenendo le spese dell’avvocato attraverso l’assegnazione del patrono d’ufficio.
Nel TEIS, nel 2018 sono state 39 le concessioni del gratuito o semigratuito patrocinio e 11 cause sono state affidate al Patrono Stabile, al quale la parte non deve dare alcun compenso. Pertanto, sono 50 le cause introdotte, che nel 2018 hanno goduto, totalmente o parzialmente, delle agevolazioni economiche.

È bene ricordare le ultime novità che abbiamo ricevuto, come Tribunale, dal Consiglio Episcopale Permanente, che, nella sessione del 14 novembre 2018, ha approvato le determinazioni riguardanti il punteggio delle cause, il contributo delle parti, le perizie, le rogatorie in relazione ai Tribunali ecclesiastici italiani in materia di nullità matrimoniale. Il Decreto di promulgazione delle suddette norme porta la data del 29 novembre 2018.  E il 1° gennaio 2019 sono entrate in vigore.
Nel mese di Dicembre 2018, i Moderatori dei Tribunali Ecclesiastici d’Italia, che si occupano di nullità matrimoniale, hanno ricevuto dall’Ufficio Giuridico della CEI una Bozza di Regolamento, sulla base della quale ogni singolo Tribunale dovrà redigere e approvare il proprio Regolamento interno. È auspicabile che i Vescovi del TEIS possano approvare quanto prima il nuovo Regolamento del Tribunale adattandolo alla situazione locale.
Nel concludere questa mia Relazione sull’attività del nostro Tribunale nell’anno 2018, desidero confermare la piena collaborazione di tutti Noi, Operatori del Tribunale, con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei fidanzati al matrimonio e al sostegno delle famiglie. A tutti, rinnovo la più viva gratitudine e l’augurio di buon lavoro. Grazie!