Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 22 settembre 2017

IL DIRITTO DI MIGRARE ALLA RICERCA DI UN LUOGO PIÙ SICURO E DI UNA VITA PIÙ DEGNA

FRANCESCO PREOCCUPATO PER INTOLLERANZA E XENOFOBIA 
«Contro i muri si infrange l’umanesimo integrale»


 di Antonino Legname

«Non vi nascondo la mia preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa», ha detto Papa Francesco ai Direttori nazionali della pastorale per i migranti, ricevuti in udienza il 22 settembre 2017. Francesco ha riaffermato l'impegno della Chiesa sul fronte dei flussi migratori, che oggi si presentano complessi e variegati, mettendo anche in crisi le varie politiche migratorie dei Governi. «La Chiesa - ha detto -  intende rimanere fedele alla sua missione: quella «di amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati». In che modo la Chiesa può prendersi cura concretamente di questi nostri fratelli? Il Pontefice chiede di accompagnarli lungo tutte le fasi dell'esperienza migratoria: «dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno». Francesco fa appello alla responsabilità delle realtà ecclesiali locali, interessate dal fenomeno migratorio, affinché si  attivino, con «impegno costante, coordinato ed efficace», e secondo le proprie possibilità. Il Pontefice è preoccupato per tutte quelle espressioni di paura e di diffidenza verso il diverso e lo straniero. Purtroppo, anche tra le comunità cattoliche in Europa, sono presenti queste «reazioni di difesa e rigetto» che si vorrebbero giustificare con un pretestuoso «dovere morale» di conservare e di difendere «l'identità culturale e religiosa». A coloro che l'avessero dimenticato Francesco ricorda che la Chiesa si è diffusa nel mondo grazie ai missionari che migravano fino agli estremi confini della terra per annunciare a tutti il Vangelo della salvezza. Purtroppo, anche nella Chiesa non sono mancate nel passato e non mancano ancora oggi «tentazioni di esclusivismo e arroccamento culturale, ma lo Spirito Santo ci ha sempre aiutato a superarle, garantendo una costante apertura verso l’altro, considerata come una concreta possibilità di crescita e di arricchimento». Nel mondo d'oggi, c'è urgente bisogno di apertura fiduciosa per abbattere ogni barriera e ogni muro. Non si può certo negare il grave disagio che in tante parti d'Europa ha provocato l'arrivo di un numero così elevato di migranti e di rifugiati, anche a causa della crisi economica che ha messo a dura prova tanti Paesi europei. 


Francesco non sottovaluta le serie difficoltà di accogliere un flusso così massiccio di persone, specialmente quando i Paesi ospitanti sono impreparati e le politiche nazionali sono spesso inadeguate. Il Pontefice non ha dubbi sul fatto che contro i muri che vengono alzati per respingere i migranti e i rifugiati «si infrange l’umanesimo integrale che costituisce uno dei frutti più belli della civiltà europea». Francesco mette anche in evidenza la «prospettiva ecclesiologica» e «missiologica» del fenomeno migratorio, come opportunità, per le Chiese in Europa, di realizzare quella cattolicità che viene professata ogni domenica nel Credo. E infine, ha detto il Papa, «l’incontro con migranti e rifugiati di altre confessioni e religioni è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente».