Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 20 settembre 2017

IL POPOLO DEVE PREGARE PER I GOVERNANTI

IL CONSIGLIO DI FRANCESCO AI POLITICI
«Pregate per chiedere a Dio la saggezza del buon governo»



di Antonino Legname

«Non pregare per i governanti è un peccato!» È questo quello che ha detto Papa Francesco nella meditazione mattutina della Messa, nella Casa “Santa Marta", il 18 settembre 2017. Il Pontefice ha esortato il popolo a pregare per i governanti e ha tracciato alcuni tratti del buon politico. Sullo sfondo delle letture bibliche del giorno, Francesco ha presentato come esempio il centurione, di cui parla il Vangelo di Luca (7,1-10): è un governante che si preoccupa di trovare una soluzione al problema del suo servo ammalato. E con umiltà va a pregare Gesù.  «Quest'uomo - commenta il Papa - aveva la coscienza di non essere il padrone di tutto, di non essere l'ultima istanza». Sente il bisogno di rivolgersi al maestro di Nazaret, perché gli riconosce l'autorità e la forza taumaturgica. Se un governante ha la coscienza di non essere il padrone assoluto, e «sa che sopra di lui c'è un altro che comanda», allora sente la necessità di pregare per chiedere a Dio la saggezza e la prudenza del buon governo. Così come pregò e ottenne il re Salomone. Cosa succede quando un governante non prega? Francesco risponde: «se non prega, si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire: è un uomo chiuso in se stesso». I nostri politici dovrebbero usare di più la forza della preghiera, per chiedere a Dio la grazia di saper promuovere e amministrare il bene comune e di sapersi mettere a servizio del popolo, dal quale hanno ricevuto il «potere». Il governante mai deve dimenticare che è «il popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo». E se un governante non crede nella preghiera perché non credente, agnostico o ateo? Papa Francesco consiglia: «se non puoi pregare, confrontati con la tua coscienza; confrontati con i saggi; chiama i saggi del tuo popolo e confrontati». Il buon governante non può essere autoreferenziale e neppure può chiudersi nel piccolo gruppetto del suo partito. Francesco insiste nel dire che è un dovere sostenere i nostri governanti con la preghiera. E a chi obietta: «Padre, come vado a pregare per questo che fa tante cose brutte?». Il Pontefice consiglia: «Ma proprio per questo ha più bisogno di preghiere: prega, e fa’ penitenza» per i politici che sono corrotti. Invece di imprecare contro i governanti, prega per loro e non ti macchierai di un peccato di omissione da confessare. Se il governante, con l'aiuto di Dio e con il consiglio di uomini saggi, saprà governare bene, tutto il popolo ne avrà vantaggio e beneficio.