Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

martedì 3 ottobre 2017

«LA CHIESA È DI TUTTI, PARTICOLARMENTE DEI POVERI»



IL GESTO DI SAN PETRONIO
Francesco a pranzo con i poveri: «Siete al centro di questa casa»



 di Antonino Legname

Verrà ricordato come «il gesto di San Petronio». Pranzando con i poveri, i rifugiati, i detenuti dentro la maestosa Basilica di San Petronio a Bologna, il 1° ottobre 2017, Papa Francesco ha voluto esprimere in maniera tangibile la centralità dei poveri nella Chiesa, che è la casa di tutti, specialmente degli esclusi e di chi vive ai margini della società. Non è così facile entrare nella logica del Vangelo che riserva un posto privilegiato agli ultimi. I poveri sono la carne di Cristo e per questo sono anche i privilegiati: «Siete al centro di questa casa. La Chiesa vi vuole al centro - ha ribadito il Pontefice - Non prepara un posto qualsiasi o diverso: al centro e assieme. La Chiesa è di tutti, particolarmente dei poveri. Siamo tutti degli invitati, solo per grazia». Nella stessa giornata, incontrando il clero e i seminaristi nella Cattedrale di San Pietro a Bologna, Francesco ha spiegato perché gli è piaciuto il pranzo con i poveri: «non tanto perché la lasagna fosse molto buona, ma mi è piaciuto perché c’era il popolo di Dio, anche i più poveri, lì, e i pastori erano lì, in mezzo al popolo di Dio». Già nel messaggio per la I Giornata Mondiale dei Poveri, il 13 giugno 2017, Francesco aveva detto che «se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri». Con il gesto di San Petronio, Papa Francesco ha voluto offrire, ancora una volta, la carezza e la vicinanza della Madre Chiesa ai suoi figli meno fortunati. Questa esperienza dovrebbe educare e sensibilizzare di più i cristiani alla condivisione come stile di vita. Come si fa a condividere la mensa del pane celeste senza condividere la mensa del pane terrestre? A chi riesce difficile capire il messaggio eloquente del pranzo con i poveri a San Petronio, l'arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo Maria Zuppi, spiega:  «quello che è successo non significa desacralizzare anzi ci aiuta a capire ancora meglio e a sentire ancora più umana l’Eucarestia», che è la massima espressione della carità e della condivisione. Papa Francesco ci ricorda che nella preghiera che ci ha insegnato Gesù si dice: il «nostro» pane quotidiano; è il pane di tutti. 

 

I beni della terra devono essere condivisi e non accumulati. In un'intervista il Pontefice ha detto che, se citasse testualmente alcuni brani delle omelie dei Padri della Chiesa dei primi secoli, su come si devono trattare i poveri, qualcuno lo accuserebbe di marxismo. Forse abbiamo dimenticato le parole forti e sempre attuali del santo vescovo Giovanni Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità». In tante occasioni, Papa Francesco ha ribadito che «questa attenzione per i poveri è nel Vangelo, ed è nella tradizione della Chiesa, non è un’invenzione del comunismo e non bisogna ideologizzarla». Quando il Papa esorta a vincere la «globalizzazione dell'indifferenza» non lo fa per interessi politici o per fini ideologici, ma per rispondere alla chiamata del Vangelo che spinge tutti gli uomini di buona volontà a costruire un mondo nuovo e solidale dove ci si prende cura l'uno dell'altro.

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