Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 5 ottobre 2017

UN POPOLO SENZA RADICI È AMMALATO

LA GRAZIA DELLE LACRIME
Francesco: «In cammino per incontrarci con le nostre radici»



di Antonino Legname

Nella Meditazione della Messa a “Santa Marta”, Papa Francesco si è soffermato a riflettere sulla tristezza che provoca la nostalgia, fino alle lacrime. Prendendo lo spunto dalla prima Lettura della Messa del giorno e dal pianto di Neemia, per la situazione del popolo d'Israele esiliato e triste, il Papa ha colto la situazione di nostalgia che oggi vivono i tanti migranti, lontani dalla loro patria e dalle loro radici. Non è possibile vivere senza radici - ha detto Francesco - «un popolo senza radici o che lascia perdere le radici, è un popolo ammalato». La stessa cosa si può dire di «una persona senza radici, che ha dimenticato le proprie radici, è ammalata». Per guarire da questa patologia, i cui sintomi sono la tristezza e la nostalgia, occorre «riscoprire le proprie radici e prendere la forza per andare avanti, la forza per dare frutto». Purtroppo, lamenta il Papa, ci sono coloro che fanno resistenze e preferiscono vivere in esilio, non solo in quello fisico e geografico, ma anche in quello «psicologico», che «fa tanto male, toglie le radici, ci toglie l’appartenenza». Non bisogna avere paura di piangere - ha detto il Papa - perché chi ha paura di piangere, avrà anche la paura di ridere; invece quando si piange di tristezza, dopo si piangerà di gioia, come recita il Salmo 25: “Chi semina nelle lacrime, mieterà con giubilo”. E allora - consiglia - Francesco - chiediamo al Signore la grazia del pianto, di quello che è triste per i peccati e di quello che gioisce, dopo il pentimento, per il perdono ricevuto; e tutti dobbiamo guardare avanti e metterci, «in cammino per incontrarci con le nostre radici».