Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 29 novembre 2018

LE PATOLOGIE DELLA RELIGIONE


LA FEDE IRRAZIONALE DEL FONDAMENTALISMO

Francesco: «Il fondamentalismo è una malattia che c’è in tutte le religioni. Noi cattolici ne abbiamo alcuni: non alcuni, tanti, che credono di avere la verità assoluta e vanno avanti sporcando gli altri con la calunnia, con la diffamazione e fanno male, fanno male»




di Antonino Legname

Nel libro La via della fede, Joseph Ratzinger ha scritto: “La patologia della religione è la malattia più pericolosa dello spirito umano” (p. 36). Non si può negare che le religioni possano soffrire di alcune patologie estremamente pericolose e possano infettare la mente umana. Quando, per esempio, esse sono più interessate a far riconoscere e a far affermare i propri dogmi, piuttosto che a realizzare praticamente le virtù dell'amore, della giustizia e dell'umiltà, il rischio del fondamentalismo fanatico è alto. Ogni volta che il potere secolare ha violato, con leggi ingiuste, lo spirito vero degli ideali religiosi e la dignità della persona umana, non sempre la religione organizzata ha protestato con forza e coraggio, anzi a volte, specialmente nel passato, si è resa complice di tante ingiustizie e abusi contro l'umanità. Purtroppo, anche la ragione può ammalarsi gravemente di hýbris, di tracotanza e di arroganza, fino a produrre strumenti di distruzione, come la bomba atomica e altre armi letali per l'umanità, quando confida esclusivamente sul suo potenziale di efficienza e non si mette in ascolto, anche critico se necessario, delle grandi tradizioni religiose dell'umanità. La patologia può esistere nelle religioni, “ma esiste propriamente anche là dove la religione è respinta come tale e viene attribuito un ruolo assoluto a beni relativi: i sistemi ateistici dell'epoca moderna sono gli esempi più spaventosi di una passione religiosa alienata dalla sua essenza, il che significa, comunque, una malattia mortale dello spirito umano. Laddove le più pure e profonde tradizioni religiose vengono totalmente abbandonate, l'uomo si separa dalla sua verità, vive contro di esse e perde la libertà” (ibid.). La religione può fare male alla salute della mente, dicono gli atei. C'è chi è convinto, come l’ateo Richard Dawkins, che se qualcuno soffre di delirio, questo lo si chiama pazzia; se sono in tanti che soffrono di delirio, questo lo si chiama religione. Nel suo libro Il cappellano del diavolo, Dawkins sostiene a spada tratta che la religione sia un pericoloso virus della mente, molto infettivo e resistente, che si trasmette quasi sempre dai genitori ai figli. Anche l'ateo Sam Harris, nel suo scritto La fine della fede, ritiene che il numero fa la sanità mentale, per cui se sono in tanti che hanno le stesse credenze religiose, allora rientrano nella normalità; in ogni caso anche se le persone religiose non possono essere considerate matte, psicotiche o illuse, ciò che credono rientra nella patologia mentale. La religione provoca un «delirio pericoloso» - dicono i non credenti. In questo senso i nuovi atei seguono la scia di una certa psicanalisi, di stampo freudiano, che considera la religione come una nevrosi collettiva.
Sappiamo che il “laboratorio” dello psicologo e dello psicanalista è la mente dell'uomo; analizzando e interpretando i pensieri e i sentimenti dell'uomo, l'analista si rende conto che, quando si trova davanti ad una persona affetta da “nevrosi”, non può fare a meno di analizzare quale incidenza abbia avuto un certo tipo di religiosità nella vita del suo paziente. Esiste, dunque, un nesso tra la nevrosi e la religione? Sì, risponde Freud, in quanto la religione è una nevrosi infantile collettiva di cui è vittima l'umanità. Altri studiosi della mente umana preferiscono parlare della nevrosi come una “forma privata di religione”, nel senso che una religione, vissuta dal singolo in maniera infantile e immatura a livello personale, può portare alla nevrosi. Anche certi tipi di esaltazione fanatica, all'interno di un gruppo religioso, possono creare vere e proprie nevrosi allo stato patologico. La nevrosi nasce dal senso d'immaturità che l'individuo avverte nella sua vita di adulto, e per questo sente il bisogno di affidare la propria vita a qualcuno o a qualcosa. Occorre considerare che, in genere, qualsiasi tipo di fanatismo ha origini paranoiche e che nel corso della storia i fondamentalismi religiosi e ideologici hanno sempre concorso a sviluppare psicosi paranoiche di massa. La ricerca appassionata della Verità, invece, rinnega la “fede irrazionale”, che è segno di immaturità e di infantilismo, anche in riferimento alla religione. Una fede cieca è una fede irresponsabile, che può trasformarsi in fanatismo. Ovviamente il riferimento non è esclusivamente alla fede religiosa, ma a tutti i tipi di fede: nella scienza, nello Stato, nel gruppo, nel partito, nella squadra del cuore, ecc. Nella fede irrazionale la persona consegna la propria libertà e autonomia all'autorità fino al punto da far coincidere l'esperienza dell'autorità con la propria esperienza. Facciamo un esempio preso in prestito dalla psicanalisi: quando qualcuno viene ipnotizzato, sotto l'effetto ipnotico esegue i comandi che gli vengono imposti dall'esterno, ed è disposto a fare anche le cose più assurde e cattive, considerandole, con convinzione, frutto delle proprie decisioni. Anche dopo che si è svegliato dal sonno ipnotico, ed esegue un comando che gli era stato imposto durante l'ipnosi, sarà convinto di agire liberamente e di propria iniziativa. L'esperimento ipnotico e post-ipnotico dimostra, dunque, che l'individuo può provare sensazioni, per esempio di caldo o di freddo, di calma o di irritazione che gli sono stati imposti dall'esterno e che lui invece ritiene come espressione della propria volontà e convinzione. Questo è quello che succede anche con i cosiddetti «persuasori occulti» della pubblicità nella società consumistica, dove si impongono scelte sotto forma di proposta martellante: “Tale paradigma - ha scritto Papa Francesco - fa credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare, quando in realtà coloro che possiedono la libertà sono quelli che fanno parte della minoranza che detiene il potere economico e finanziario” (Laudato si’, 203). Così una certa psicologia spiega anche il «fanatismo religioso» è frutto di anni di “lavaggio del cervello” o di “indottrinamento”, già a partire dalla tenera età. Si arriva ad accettare indiscriminatamente ed emotivamente l'idea e la volontà dell'autorità, fino al punto da sacrificare la propria volontà e la propria vita. Esempio estremo è quello dei kamikaze. Nella storia del pensiero umano e anche nella storia delle religioni ci sono tantissimi esempi di “fede irrazionale” che ha portato gli uomini a fare cose tremende in nome della fede nella scienza o in nome di Dio e dell'autorità che lo rappresentava sulla terra. Per esempio, la bomba atomica è frutto di una fede irrazionale nella scienza, è l'obbedienza cieca a ordini superiori da parte di uomini assetati di potere e di dominio, disposti a distruggere altri esseri umani. E cosa dire della fede irrazionale dei dittatori? Se questo tipo di fede è “cieca obbedienza” verso qualcosa o verso qualcuno” o verso una causa, e si è disposti a sacrificare la vita per quella causa, allora ci troviamo di fronte ad una “fede irrazionale”, impregnata di fanatismo pericoloso e micidiale. Papa Francesco, durante il suo viaggio apostolico in Kenya, il 25 novembre 2015, ha detto: “La violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Sappiamo che il terrorismo si alimenta anche di fanatismo religioso; e allora si pone la questione se la religione sia una potenza che risana e salva gli individui e i popoli, oppure – come si domanda Ratzinger - se sia una “potenza arcaica e pericolosa, che costruisce falsi universalismi e per tal via seduce a praticare l'intolleranza e il terrorismo?”. Quando la fede teologica, cioè riferita principalmente a Dio, diventa ideologica, a servizio strumentale di un potere religioso o civile, si trasforma facilmente in “follia” criminale; anche nella storia del cristianesimo non mancano cattivi esempi di fondamentalismo che ha prodotto frutti avvelenati, quali l'oscurantismo, la superstizione, l'intolleranza, l'inquisizione e la strategia del terrore. Quando la ragione si annulla e cede il passo alla fede cieca e questa si trasforma in “fideismo”, cioè in fede irrazionale e in grettezza spirituale, allora viene partorito il “fanatismo religioso”, un mostro assai pericoloso per l'umanità. Il fondamentalismo religioso, da qualunque parte provenga, è una vera e propria piaga religiosa, è una perversione della fede. Papa Francesco, nella Conferenza Stampa, durante il volo di ritorno dalla Repubblica Centrafricana, il 30 novembre 2015, ha detto: “il fondamentalismo è una malattia che c’è in tutte le religioni. Noi cattolici ne abbiamo alcuni: non alcuni, tanti, che credono di avere la verità assoluta e vanno avanti sporcando gli altri con la calunnia, con la diffamazione e fanno male, fanno male. E questo lo dico perché è la mia Chiesa […]. E si deve combattere. Il fondamentalismo religioso non è religioso. Perché? Perché manca Dio. È idolatrico […]. Il fondamentalismo, che finisce sempre in una tragedia o in reati, è una cosa cattiva, ma ce n'è un po' in tutte le religioni”. E su questo fronte ci deve essere l'impegno di tutti per combattere e per neutralizzare la patologia religiosa del fanatismo e la calamità sociale del fondamentalismo, per evitare altre violenze e altri crimini contro l'umanità in nome di Dio o di una qualsiasi ideologia.