Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 11 gennaio 2019

LO SPIRITO DEL MONDO È LO SPIRITO DELLA MENZOGNA


LE CRÊPES DELLE BUGIE E DELLE CHIACCHIERE

Francesco: «Se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio, perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona. Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina»


Papa Francesco durante la Meditazione della Messa a Santa Marta, 10 gennaio 2019 (foto dal sito di vatican.va)

di Antonino Legname

«A Carnevale c’è la tradizione di offrire come dolci le crêpes: voi tutti le conoscete. Ci sono alcune, in dialetto, che si chiamano “le bugie”: sono rotonde», ma non “consistenti”, essendo “piene di aria”. E anche «lo spirito del mondo è così: pieno di aria. Non serve. Si sgonfierà» - ha detto Papa Francesco durante la Meditazione della Messa a “Casa Santa Marta”, il 10 gennaio 2019. Devo dire che da noi, in Sicilia, a Carnevale si friggono delle pastelle allungate e vuote dentro, quasi a forma di lingua, che si chiamano “chiacchiere”. Con bugie e chiacchiere si alimenta lo “spirito del mondo”, che – ha spiegato Francesco - «è lo spirito della vanità, delle cose che non hanno forza, che non hanno fondamento e che cadranno». Infatti lo spirito del mondo – dice il Papa - «può offrire soltanto bugie». Il Pontefice, prendendo spunto dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4, 19 - 5, 4), ha ricordato che l’amore verso il prossimo è come la cartina di tornasole per verificare l’amore verso Dio; infatti, se uno non è capace di amare quello che vede, come potrà amare ciò che non vede? L’esortazione di Francesco è chiara e concreta: «ama questo che vedi, che puoi toccare, che è reale. E non le fantasie che tu non vedi. “Oh, io amo Dio!” - sì, ma prova: prova ad amarlo in questo. Se tu non sei capace di amare Dio nel concreto, non è vero che tu ami Dio». È un invito alla coerenza e alla testimonianza dell’amore, per non cadere nella bugia di dire che si ama Dio quando in realtà si odia il prossimo. Quando nell’animo umano c’è divisione e quando si semina divisione nella famiglia, nella comunità e nella società, significa che lì non c’è Dio ma lo spirito del mondo, che – ha ribadito il Papa - «è uno spirito di divisione», che genera «l’odio e la guerra». E per non essere astratti, il Pontefice, indica tre segnali chiari per capire se uno ama o non ama il prossimo: il primo segnale è la preghiera. Se io non prego per il mio fratello, anche per quello che mi è antipatico, nemico e mi odia, significa che non amo il prossimo e non amo Dio. Il secondo segnale è dato dai sentimenti negativi che si provano nel cuore: se c’è gelosia, invidia, odio, fino al punto da augurare il male a qualcuno, significa che non ami il prossimo veramente. E a quel punto è segno di incoerenza dire che si ama Dio. Papa Francesco consiglia di estirpare subito questi sentimenti che sono molto pericolosi. E il terzo segnale è legato al “chiacchiericcio”. Senza giri di parole, il Vescovo di Roma ammonisce: «Mettiamoci nel cuore e nella testa, chiaramente: se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio, perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona». E usando un’immagine molto eloquente, aggiunge: «Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina, con tante caramelle... Perché è bello, è “dolce” chiacchierare, sembra una cosa bella; ma distrugge. E questo è il segnale che tu non ami». E anche in questa occasione, Francesco ribadisce che «se una persona lascia di chiacchierare nella sua vita, io direi che è molto vicina a Dio: molto vicina». In un’altra circostanza aveva detto che se si trovasse una persona che nella sua vita mai ha sparlato degli altri, si potrebbe farla subito santa. Francesco spiega: «Perché non spettegolare custodisce il prossimo, custodisce Dio nel prossimo». Sappiamo quanto sia difficile tenere la lingua a freno e lottare per vincere lo spirito del mondo. Per questo abbiamo bisogno di irrobustire la fede perché «soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia».