Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

lunedì 18 marzo 2019

LA BRUTTA ABITUDINE DI GIUDICARE GLI ALTRI


NON PUNTARE IL DITO!
 Francesco: “Quante volte al giorno noi giudichiamo. Sembriamo tutti giudici mancati!”

Papa Francesco durante la Messa a "Santa Marta", 18 marzo 2019 (Foto dal sito vatican.va)

di Antonino Legname

«Non giudicate, non condannate, perdonate e così sarete misericordiosi come il Padre: questo è il consiglio di oggi del Vangelo» ha detto Papa Francesco durante la Meditazione della Messa a Santa Marta, il 18 marzo 2019. Perché siamo giudici spietati con gli altri e così benevoli verso noi stessi? Non dobbiamo dimenticare che quando puntiamo il dito contro gli altri, le altre tre dita sono rivolte contro noi stessi. Dobbiamo imparare ad imitare Dio Padre, che è misericordia infinita: «Dio è tutta misericordia, tutta misericordia» - ha ribadito il Papa. E a chi obietta che la misericordia deve fare i conti con la giustizia, il Pontefice risponde che la giustizia di Dio “è una sola cosa con la sua misericordia”. Perciò, ha rimarcato, «tu potrai fare delle cose più brutte nella vita, ma se ti avvicini a Dio e lo guardi, Lui con la sua misericordia ti perdona, ti riceve». Anche se si è meritevoli dell’inferno per le proprie cattiverie nei confronti del prossimo, mai bisogna disperare della misericordia di Dio. E allora, se non vogliamo essere condannati da Dio, non condanniamo gli altri. Se non vogliamo essere giudicati da Dio non giudichiamo gli altri. E a chi ritenesse che giudicare sia qualcosa di naturale, il Papa risponde: “è una brutta abitudine. È un’abitudine che si immischia nella nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo. Sempre! Anche per iniziare un colloquio: “Hai visto quello che cosa ha fatto?”». Bisogna pensare che “quello che io faccio agli altri, gli altri lo faranno con me!”. E il giudizio spesso si traduce in condanna. Francesco ammonisce chi ha l’abitudine di condannare: “pensa che tu sarai condannato, perché tu con questa abitudine fai vedere al Signore come Lui deve comportarsi con te». Anche il perdono non è facile. Riuscire a perdonare chi ci ha fatto del male non è così naturale. Siamo portati ad avere rancore e a volte siamo pronti a vendicarci. “E’ tanto difficile perdonare” – ha ammesso il Pontefice. Ma, condizione per avere il perdono di Dio è perdonare al nostro prossimo le offese che ci hanno arrecato. Purtroppo, è un dato di fatto che “nelle chiacchiere quotidiane noi giudichiamo continuamente, condanniamo continuamente e difficilmente perdoniamo”. Come fare per non giudicare, per non condannare e per perdonare? Francesco consiglia di aprire il cuore e le tasche a chi ha bisogno, non solo di beni materiali, ma anche di beni spirituali, come per esempio “dare dei consigli, dare sorrisi alla gente, sorridere”. Il Pontefice spiega che non esiste solo l’elemosina materiale, ma c’è anche “l’elemosina spirituale”; per esempio: “perdere il tempo con un altro che ha bisogno, visitare un ammalato, sorridere”. In altre parole: “essere generosi nell’elemosina, essere generosi con il tempo, essere generosi con l’atteggiamento, essere generosi sempre con gli altri: prima gli altri, dopo io».