Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

martedì 27 giugno 2017

LO STILE DINAMICO DELLA VITA CRISTIANA E LE SORPRESE DI DIO

L'AVVENTURA DELLA FEDE
Francesco: «il cristiano non ha oroscopo per vedere il futuro; non va dalla negromante con la sfera di cristallo» perché «vuole che gli legga la mano».




di Antonino Legname

Nell'Omelia della Messa celebrata a Santa Marta il 26 giugno 2017, Papa Francesco, sul modello dello stile di Abramo, nostro padre nella fede, ha presentato le coordinate della vita cristiana: «il modo come è stato chiamato Abramo segna anche lo stile della vita cristiana» - ha detto Francesco. Sono tre le dimensioni che il Pontefice ha individuato nella vicenda biblica di Abramo: anzitutto lo «spogliamento», cioè la disponibilità a lasciare le sicurezze per realizzare le promesse di Dio. Anche Gesù è passato attraverso lo spogliamento, la cui pienezza fu sigillata sulla croce. In ogni vocazione cristiana «c’è sempre un “vattene”, “lascia”, per dare il primo passo: “Lascia e vattene dalla tua terra, dalla tua parentela, dalla casa di tuo padre”». Un cristiano che non ha la capacità del distacco non è autentico. Occorre fidarsi di Dio e seguire la sua volontà anche quando non si sa dove ci porterà. «Il cristiano - ha detto il Papa - non ha oroscopo per vedere il futuro; non va dalla negromante con la sfera di cristallo» perché «vuole che gli legga la mano: no, non sa dove va». Ma la promessa di Dio spinge sempre ad andare avanti. «Il cristiano fermo non è un vero cristiano - ha spiegato Francesco - il cammino incomincia tutti i giorni al mattino, il cammino di affidarsi al Signore, il cammino aperto alle sorprese del Signore, tante volte non buone, tante volte brutte — pensiamo a una malattia, a una morte — ma aperto, perché io so che tu mi porterai a un posto sicuro, a una terra che tu hai preparato per me». Chi è l'uomo in cammino? Papa Francesco risponde: «è l'uomo che vive in una tenda, una tenda spirituale» e che sa andare con fiducia verso la promessa di Dio che non delude mai. Infine, il cristiano è chiamato a vivere la dimensione della «benedizione». Francesco ci ricorda che la benedizione non è solo quella che Dio ci dà, ma anche quella che noi diamo agli altri. «Tutti, anche voi laici, dovete benedire gli altri, dire bene degli altri e dire bene a Dio degli altri”. Purtroppo, ha lamentato il Papa - «noi siamo abituati a non dire bene tante volte e la lingua si muove un po’ come vuole». Il riferimento è alla brutta e peccaminosa abitudine delle chiacchiere e dei giudizi temerari sugli altri.