Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

lunedì 3 luglio 2017

IL CONTRIBUTO DI FRANCESCO AL PROGRAMMA DELLA FAO



         LE SEMENTI DEL PAPA                                                   

Francesco: “ogni persona ha il diritto ad essere liberata dalla povertà e dalla fame”.




 di Antonino Legname

Papa Francesco, il 3 luglio 2017, tramite il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha indirizzato un Messaggio di “stimolo e di sostegno” ai Rappresentanti degli Stati membri della FAO, riuniti a Roma per la 40ª Conferenza dell’Organizzazione. Con molta chiarezza il Papa ha voluto ricordare che non bastano le buone intenzioni “per assicurare a tutti il pane quotidiano, ma è necessario riconoscere che tutti ne hanno diritto e ne debbono quindi usufruire”. A livello internazionale si deve ancora di più affermare la “cultura della solidarietà” e le attività internazionali – ha detto Francesco – non devono limitarsi al “pragmatismo delle statistiche o al desiderio di un’efficienza priva dell’idea di condivisione”. Insomma, più concretezza, più fatti e meno parole. L’impegno di ogni Paese per debellare la fame nel mondo non sarà efficace fino a quando  non si comprenderà che ogni persona ha il diritto “ad essere liberata dalla povertà e dalla fame”. Ancora una volta, il Papa ribadisce l’urgenza di rispettare il creato nella “consapevolezza che i beni affidatici dal Creatore sono per tutti”. Questo significa che occorre promuovere la solidarietà come “criterio ispiratore di ogni forma di cooperazione nelle relazioni internazionali”. Di fronte alla fame e alla malnutrizione che affligge tante popolazioni non basta manifestare a parole preoccupazione e forse rassegnazione, ma occorre convincersi e agire per eliminare tutte quelle cause strutturali e sociali che hanno creato situazione di sottosviluppo. Francesco ricorda che “le guerre, il terrorismo, gli spostamenti forzati di persone che sempre più impediscono o almeno condizionano fortemente le stesse attività di cooperazione, non sono delle fatalità, ma piuttosto il risultato di scelte precise”.  Il Vescovo di Roma sottolinea che “la fame e la malnutrizione” sono “la risultante di una più complessa condizione di sottosviluppo, causata dall’inerzia di molti e dall’egoismo di pochi”. E per essere concreti, il Papa si unisce al programma della FAO con un contributo “per fornire sementi alle famiglie rurali che vivono in aree dove si sono sommati gli effetti dei conflitti e della siccità”. Il Papa spiega che “questo gesto si aggiunge al lavoro che la Chiesa porta avanti secondo la propria vocazione di stare al fianco dei poveri della terra e di accompagnare il fattivo impegno di tutti in loro favore”. La Chiesa è coinvolta e impegnata in prima linea in questa sfida internazionale “per eliminare il numero delle persone malnutrite e prive del necessario per vivere”. Il Pontefice auspica che l’azione della FAO non sia mirata solo ad un apporto tecnico, al fine di aumentare le risorse e di favorire la distribuzione dei frutti della produzione alle popolazione che soffrono la fame, ma che sia anche il “segno concreto, spesso unico, di una fraternità che permette loro di avere fiducia nel futuro”.