Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 12 ottobre 2018

GUARDATI DAL DEMONIO "EDUCATO" CHE HAI DENTRO PERCHÉ VUOLE DISTRUGGERE L’OPERA DI DIO


LA LOTTA INTERIORE CONTRO IL DIAVOLO
Francesco: «Il demonio, quando prende possesso del cuore di una persona, rimane lì, come a casa sua e non vuole uscirne»




di Antonino Legname

«L’essenza del demonio è distruggere». Purtroppo, ci sono quelli che minimizzano il problema della presenza del maligno e dicono: “no, ma non è così, sono invenzioni dei preti, no, non è vero”». “Sono finiti i tempi del medioevo”, potrebbe obiettare qualcuno. Questa è la grande astuzia del demonio, far credere che non esista. Papa Francesco ritorna a parlare dell’opera del diavolo nella vita del cristiano e nella vita della Chiesa. E trae lo spunto dal Vangelo della Messa celebrata a Casa Santa Marta, il 12 ottobre 2018. Non bisogna sottovalutare la forza del demonio, che «quando prende possesso del cuore di una persona, rimane lì, come a casa sua e non vuole uscirne». Francesco spiega che Gesù scaccia i demoni perché «questi cercano di rovinare la persona, di fare del male, anche fisicamente». È proprio vero che quando il demonio prende dimora nel cuore dell’uomo, ci sta bene e con comodità; per questo «non vuole uscire da noi quando è dentro. Non vuole uscire» - ha ribadito il Pontefice. Se un nemico dobbiamo temere, quello è il diavolo. I demoni erano i veri nemici di Gesù e devono essere anche i nostri nemici, dai quali dobbiamo guardarci e difenderci con i mezzi che il Signore ha messo a nostra disposizione, soprattutto la preghiera e la penitenza. Nel cuore dell’uomo si combatte una vera «lotta tra il bene e il male». Non dobbiamo abbassare la guardia pensando che si tratti di una lotta troppo astratta; fin dall’inizio Dio ha dovuto lottare contro il «serpente antico» e Gesù ha lottato con il diavolo, specialmente quando veniva tentato nel deserto, o quando doveva scacciarlo da qualcuno che ne era posseduto. A volte non ci rendiamo conto che «siamo in lotta» dentro di noi e che da soli è veramente difficile vincere il demonio, che a tutti i costi vuole la nostra rovina. Il Papa dice che «il compito del demonio è distruggere. Questa è la sua vocazione: distruggere l’opera di Dio». Francesco fa notare che a volte noi ci comportiamo in maniera superficiale e immatura quando crediamo che il diavolo non esista e pensiamo che sia una invenzione della Chiesa. Il Vescovo di Roma ci avverte che il diavolo è molto astuto, «è più furbo di una volpe» e quando non riesce a distruggere una persona perché c’è lo scudo della forza di Dio, allora «cerca il modo di riprendere possesso di quella casa, di quell’anima, di quella persona». E in che modo lo fa? Usando una diabolica strategia: «fa “l’educato”: va, vede, cerca una bella cricca, bussa alla porta — “permesso? posso entrare?” — suona il campanello e questi demoni educati sono peggiori dei primi, perché tu non ti accorgi che li hai a casa». Si, è proprio vero che i diavoli si possono avere in casa propria senza che uno se ne accorga. E poi, quando meno te l’aspetti ti colpiscono e fanno di tutto per annientarti. Papa Francesco dice che questo è «lo spirito mondano» e spiega che «il demonio o distrugge direttamente con i vizi, con le guerre, con le ingiustizie, o distrugge educatamente, diplomaticamente». In che modo? Questo tipo di demoni tessono la tua distruzione senza fare troppo rumore: «si fanno amici, ti persuadono — “No, va, non fa tanto, no, ma fino a qui sta bene” — e ti portano sulla strada delle mediocrità, ti fanno un “tiepido” sulla strada della mondanità». Francesco avverte che non sempre è facile rendersi conto di avere in casa propria il nemico; è come «quando tu vai a letto, e fra le lenzuola c’è lo scorpione” — “Ma è uno scorpione amico, non fa del male”». Stiamo attenti! Perché così facendo «noi cadiamo in questa mediocrità spirituale, in questo spirito del mondo che ci rovina, ci corrompe da dentro». Il Pontefice non esita a dire che ha più paura di questo tipo di «demoni educati» e abili nell’arte dell’adulazione per farti credere che non sono tuoi nemici, piuttosto che di quelli che l’esorcista scaccia quando una persona viene posseduta dal diavolo. A questo punto Francesco si domanda cosa sia peggiore nella vita di una persona: «un peccato chiaro o vivere nello spirito del mondo, della mondanità?». «Che il demonio ti butti su un peccato — anche, non uno, venti, trenta peccati, ma chiari, che tu ti vergogni — o che il demonio sia a tavola con te e viva, abiti con te ed è tutto normale, ma lì, ti dà le insinuazioni e ti possiede con lo spirito della mondanità?». A questo punto, il Papa ripropone la preghiera di Gesù nell’ultima cena: “Padre, io ti chiedo per questi, difendili dallo spirito del mondo”». E «lo spirito della mondanità è questo – ripete Francesco -  quello che portano i demoni educati … che vogliono entrare per la porta di casa come invitati a nozze»; di fronte a questi demoni ci vuole: “vigilanza e calma”.