Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 2 maggio 2019

IL DRAMMA UMANO TRA LIBERTA’ E INSIDIE DEL MALIGNO


“NON ABBANDONARCI ALLA TENTAZIONE”
Francesco: «I cristiani non hanno a che fare con un Dio invidioso, in competizione con l’uomo, o che si diverte a metterlo alla prova»
 
Papa Francesco nell'Udienza Generale del 1° maggio 2019 (Foto da vatican.va)

di Antonino Legname

«Dobbiamo escludere che sia Dio il protagonista delle tentazioni che incombono sul cammino dell’uomo. Come se Dio stesse in agguato per tendere insidie e tranelli ai suoi figli», ha detto il Papa nella Catechesi dell’Udienza Generale del mercoledì 1° maggio 2019, in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha commentato la penultima invocazione del “Padre nostro” che è bene tradurre «Non abbandonarci alla tentazione» (Mt 6,13). Un’altra versione, quella spagnola, per esempio, dice: “Non lasciare che cadiamo in tentazione”. O in altre lingue si traduce: «non lasciarci entrare nella tentazione». In questa invocazione entra in gioco il dramma umano, del male e del peccato, «sul terreno del confronto tra la nostra libertà e le insidie del maligno». Occorre superare l’interpretazione errata di Dio che spinge l’uomo alla tentazione come se godesse nel «tendere insidie e tranelli ai suoi figli». Papa Francesco spiega che «un’interpretazione di questo genere contrasta anzitutto con il testo stesso, ed è lontana dall’immagine di Dio che Gesù ci ha rivelato». Il Dio cristiano non è un Padre in competizione con i suoi figli, e che «si diverte» a metterli alla prova. Al contrario, Dio combatte accanto ai suoi figli, a favore dei suoi figli e non contro. Nelle gioie, nelle tristezze, nelle prove, nelle sconfitte, e anche quando pecchiamo, Dio è «sempre con noi, perché è Padre e non può abbandonarci». Ovviamente, durante il cammino della vita siamo tutti soggetti alle tentazioni, anche Gesù fu tentato dal diavolo. Oggi parlare del “diavolo” potrebbe sembrare anacronistico: «Tanta gente dice: “Ma perché parlare del diavolo che è una cosa antica? Il diavolo non esiste”». Di fronte a queste obiezioni, già Papa Paolo VI, in occasione della Catechesi dell’Udienza Generale del 15 novembre 1972 diceva che c’è «in noi e nel nostro mondo un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». Papa Francesco ci ricorda che è il Vangelo a presentarci Gesù tentato da Satana, in lotta contro il Nemico e vincitore. Nelle tentazioni e nelle prove, nelle sofferenze e nei momenti brutti della vita abbiamo una certezza – dice Francesco - «Dio non ci lascia soli», e «veglia con noi» ed «è sempre vicino a noi». Perché? Il Papa risponde: «Perché è Padre» e come un padre, «Lui non ci abbandonerà mai!», specialmente nel «tempo della prova e della tentazione».

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