Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 17 gennaio 2018

LA COSCIENZA DI ESSERE POPOLO DI DIO

NO AL CLERICALISMO
Papa Francesco: «La Chiesa non è e non sarà mai un’élite di consacrati, sacerdoti o vescovi».


di Antonino Legname

 «La paternità del vescovo con i suoi sacerdoti, col suo presbiterio! Una paternità che non è né paternalismo né abuso di autorità». Con queste parole, Papa Francesco si è rivolto ai Vescovi del Cile, in occasione del suo Viaggio Apostolico, il 16 gennaio 2018. Il Vescovo di Roma riassume il suo incontro con i Vescovi cileni con questa frase: «la coscienza di essere popolo, di essere Popolo di Dio». Non bisogna mai dimenticare che apparteniamo ad un Popolo e che nessuno deve sentirsi orfano; la Chiesa - ha ricordato il Papa -  non è e non sarà mai un’élite di consacrati, sacerdoti o vescovi. Non possiamo sostenere la nostra vita, la nostra vocazione o ministero senza questa coscienza di essere Popolo». Nessuno deve sentirsi padrone del Popolo fedele di Dio, ma occorre avere la consapevolezza di essere servitori. Soprattutto, per non frenare il dinamismo missionario, è necessario eliminare la caricatura della vocazione ricevuta, che è il «clericalismo» nella Chiesa. Mai si deve dimenticare che tutta la Chiesa è chiamata alla missione e non soltanto il prete o il vescovo. E a chi ancora non l'avesse capito, il Papa ribadisce chiaramente che «i laici non sono i nostri servi, né i nostri impiegati. Non devono ripetere come “pappagalli” quello che diciamo». Il Papa focalizza l'attenzione sulla formazione dei futuri pastori della Chiesa, i quali devono evitare ogni forma di clericalismo, e confida la sua preoccupazione: «che siano pastori al servizio del Popolo di Dio; come dev’essere un pastore, con la dottrina, con la disciplina, con i Sacramenti, con la vicinanza, con le opere di carità, ma che abbiano questa coscienza di Popolo». A volte si rischia di vivere disincarnati, dentro «mondi o stati ideali»; i futuri sacerdoti devono avere la consapevolezza di vivere in un mondo secolarizzato, e la loro futura missione, se vuole essere fruttuosa, non può fare a meno dell'impulso e del sostegno del laicato. È quanto mai necessario imparare a lavorare gomito a gomito con i laici e non bisogna lasciarsi tentare dal «clericalismo» e dai «mondi ideali che entrano solo nei nostri schemi ma che non toccano la vita di nessuno». Francesco ha esortato i Vescovi a «chiedere allo Spirito Santo il dono di sognare … e di lavorare per una opzione missionaria e profetica che sia capace di trasformare tutto, affinché le abitudini, gli stili, gli orari, il linguaggio ed ogni struttura ecclesiale diventino strumenti adatti per l’evangelizzazione». Per raggiungere questa finalità non si deve essere preoccupati di affermare l'«autoconservazione ecclesiastica».