Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

sabato 6 gennaio 2018

L'EPIFANIA FESTA DEL DONO

SEGUI LA STELLA
Papa Francesco: «Seguire Gesù non è un educato protocollo da rispettare, ma un esodo da vivere»



di Antonino Legname

Per seguire la stella devi vederla e per vederla devi tenere lo sguardo verso l'alto, verso il cielo. A volte, invece, è più facile tenere lo sguardo fisso a terra, concentrato sulle cose di quaggiù: «bastano la salute, qualche soldo e un po’ di divertimento». Questo significa accontentarsi, vivacchiare, galleggiare lasciandosi trasportare dal vento come un ramo secco. Durante l'Omelia della Messa nella solennità dell'Epifania del Signore, il 6 gennaio 2018, Papa Francesco ha detto che i Magi hanno sognato, hanno desiderato le novità di Dio e per questo si sono messi in cammino, tenendo alto lo sguardo, seguendo la stella. Ma che tipo di stella era quella che i Magi hanno visto e seguito? Non era una stella appariscente e abbagliante. Papa Francesco ci ricorda che «la stella di Gesù non acceca, non stordisce, ma invita gentilmente». La stella del Signore «è mite; ti prende per mano nella vita, ti accompagna. Non promette ricompense materiali, ma garantisce la pace e dona, come ai Magi, una gioia grandissima». Qual è la stella che noi seguiamo nella vita? Purtroppo, il più delle volte preferiamo scegliere e seguire le stelle più abbaglianti, che accecano invece di orientare. Il Pontefice fa alcuni esempi di stelle cadenti, che come meteore brillano un po' ma la loro luce svanisce nel nulla: «il successo, il denaro, la carriera, gli onori, i piaceri ricercati come scopo dell’esistenza». Queste false stelle alla fine portano fuori strada e allontanano da Dio. Per incontrare Gesù bisogna cercarlo e per trovarlo bisogna uscire dalle proprie false sicurezze e dalle comodità; è il cammino avventuroso e rischioso della fede. «Per trovare Gesù - ribadisce Francesco - bisogna lasciare la paura di mettersi in gioco, l’appagamento di sentirsi arrivati, la pigrizia di non chiedere più nulla alla vita». Nessuno mette in dubbio che il cammino della fede non sia una facile passeggiata. C'è chi - come Erode - preferisce restare chiuso nel suo palazzo; «organizza riunioni e manda altri a raccogliere informazioni; ma lui non si muove». Ci sono coloro che preferiscono «disquisire» sulle questioni di fede: pensano di sapere tutto e non si mettono in gioco personalmente per il Signore. Preferiscono parlare, invece di pregare e lamentarsi piuttosto che fare il bene. Se il Vangelo non porta al dono non si realizza l'incontro con il Signore. L'Epifania è la festa del dono gratuito: occorre donare agli altri con disinteresse senza aspettarsi di essere ricambiati. In pratica cosa significa offrire a Gesù un dono gradito? Papa Francesco ci ricorda che quando offriamo ai fratelli più piccoli e più bisognosi qualcosa del nostro tempo, quando accudiamo un malato, quando aiutiamo qualcuno che non ci suscita interesse, quando offriamo il perdono a chi ci ha offeso, diamo a fondo perduto. Questi sono alcuni dei doni gratuiti che non possono mancare nella vita del cristiano.