Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 3 gennaio 2018

IL CORAGGIO DI TOGLIERSI LA MASCHERA


I PECCATI DI OMISSIONE
Papa Francesco: “Il peccato taglia il rapporto con Dio e con i fratelli”



di Antonino Legname

Bisogna trovare “il coraggio di togliere la maschera e aprirsi alla grazia che rinnova il cuore”. Con queste parole, Mercoledì 3 gennaio Papa Francesco ha sviluppato la prima Catechesi del nuovo anno 2018, incentrata sull’Atto penitenziale della Messa. Per potersi disporre a celebrare degnamente il mistero eucaristico occorre riconoscere umilmente davanti a Dio e ai fratelli i propri peccati. Il Pontefice ci ricorda che ci sono peccati in <pensieri, parole, opere e omissioni>. E’ questo quello che diciamo all’inizio della Messa con l’Atto penitenziale: ciascuno confessa in prima persona di aver molto peccato, di aver commesso peccati di omissione per aver tralasciato il bene che avrebbe potuto e dovuto fare. Infatti, per sentirsi bravi non basta dire: <Non ho fatto male a nessuno>. Francesco esorta a non limitarsi a non fare del male al prossimo;  ma <occorre scegliere di fare il bene cogliendo le occasioni per dare buona testimonianza che siamo discepoli di Gesù>. L’atteggiamento giusto per chiedere perdono a Dio e ai fratelli è l’umiltà. Infatti, “che cosa può donare il Signore a chi ha già il cuore pieno di sé, del proprio successo? Nulla – risponde il Papa - perché il presuntuoso è incapace di ricevere perdono, sazio com’è della sua presunta giustizia”. Invece, chi è “consapevole delle proprie miserie e abbassa gli occhi con umiltà, sente posarsi su di sé lo sguardo misericordioso di Dio”. Sappiamo bene, anche per esperienza, che solo quando riconosciamo di aver sbagliato e chiediamo scusa, riceviamo la comprensione e il perdono degli altri. Nel silenzio bisogna imparare ad ascoltare la <voce della coscienza> che ci mette davanti alle nostre colpe e ci rivela la distanza tra i nostri pensieri e quelli di Dio, tra le nostre scelte mondane e quelle del Vangelo. Il peccato ha sempre una dimensione personale e sociale. Da una parte mi separa da Dio e dall’altra taglia il rapporto con il prossimo: nella famiglia, nella società, nella comunità. “Il peccato – ha ribadito Francesco - taglia sempre, separa, divide”. Infine, ha ricordato, con il gesto di battermi il petto non faccio altro che ribadire che io ho peccato per mia colpa e non ho diritto di puntare il dito accusatore verso gli altri: “Costa ammettere di essere colpevoli, ma ci fa bene confessarlo con sincerità”. 


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