Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

domenica 4 marzo 2018

UNA MISCELA ESPLOSIVA DI ATEISMO



 Papa Francesco: «Quante forze, lungo la storia, hanno cercato di annientare la Chiesa»


di Antonino Legname

Mettiamo insieme il “Testamento” del curato Meslier, il “Buon senso” del barone d'Holbach, L'Anticristo di Nietzsche e potremmo aggiungere le opere degli altri maestri del sospetto “Feuerbach, Marx e Freud”, e otterremo una micidiale miscela esplosiva di ateismo; ma se tale commistione non fu sufficiente all'epoca per distruggere la religione e la Chiesa, pensate che ci riusciranno oggi i “nuovi atei”, con i loro libri, redatti e diffusi con tanto rumore mediatico, e destinati, dopo una fiammata tanto luminosa di protagonismo pubblicitario e redditizio dal punto di vista finanziario, a passare dalla scena culturale di questo mondo? Scriveva Voltaire [1694-1778] sulla religione: “Se la religione di un paese è divina (ogni nazione si attribuisce questo vanto), centomila volumi scagliati contro di essa non le faranno più male di quanto centomila palle di neve possano scuotere mura di bronzo”, e cita le parole di Gesù a proposito della fondazione della Chiesa sulla roccia: “Le porte dell'inferno non prevarranno su di essa […]. E come potrebbero distruggerla dei caratteri neri tracciati su carta bianca?”. Nell'Omelia della Messa, in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il 29 giugno 2015, Papa Francesco ha ricordato: “Quante forze, lungo la storia, hanno cercato - e cercano - di annientare la Chiesa, sia dall’esterno sia dall’interno, ma vengono tutte annientate e la Chiesa rimane viva e feconda!, rimane inspiegabilmente salda perché, come dice san Paolo, possa acclamare «a Lui la gloria nei secoli dei secoli» (2 Tm 4,18) ” [...]. Nel 1772 il barone di (von) Holbach Paul Heinrich Dietrich, certamente ispirato e influenzato dall'ateismo del curato Meslier, pubblicò una sintesi del suo Sistema della natura, intitolata Le Bon sens. Il libro del barone von Holbach è una virulenta polemica anticristiana e anticlericale, una specie di Bibbia del materialismo ateo dell’Illuminismo e fu considerato così pericoloso dalla Chiesa Cattolica di allora, che fu anche messo all'Indice dei Libri proibiti. D'Holbach scrive: “La religione, in ogni epoca, non ha fatto che riempire lo spirito umano di tenebre, e mantenerlo nell'ignoranza”. Per scoprire le fonti della verità - consiglia il Barone - occorre abbattere i fantasmi creati dalla religione e convincersi dell'inganno della teologia, che è un funesto «vaso di Pandora» sempre aperto. Infatti, per ignoranza e inesperienza gli uomini preferiscono attribuire a qualche «spirito» tutto quello che non riescono a spiegare razionalmente: “Chiedete a un selvaggio che cosa fa muovere il vostro orologio: vi risponderà: «Uno spirito». Chiedete ai nostri savi che cosa fa muovere l’universo: vi risponderanno: «Uno spirito»” […]. Nel corso dei secoli successivi, l'ateismo del barone d'Holbach ha alimentato, in modo particolare, la critica spietata e anche violenta  nei confronti del cristianesimo e della Chiesa. Nell'Omelia, in occasione del Giubileo della Curia Romana, il 22 febbraio 2016, Papa Francesco ha ricordato che la Chiesa, seppur agitata e scossa dalle vicende umane, come scrive sant'Agostino, “«non crolla, perché è fondata sulla pietra, da cui Pietro deriva il suo nome. Non è la pietra che trae il suo nome da Pietro, ma è Pietro che lo trae dalla pietra; così come non è il nome Cristo che deriva da cristiano, ma il nome cristiano che deriva da Cristo. […] La pietra è Cristo, sul fondamento del quale anche Pietro è stato edificato»”. E di fronte a tutti i tentativi, che dalla nascita del cristianesimo, sono stati fatti per screditare e distruggere la dimensione trascendente nell'uomo, Francesco ha detto che alla fine “tutto passa, solo Dio resta. Infatti, sono passati regni, popoli, culture, nazioni, ideologie, potenze, ma la Chiesa, fondata su Cristo, nonostante le tante tempeste e i molti peccati nostri, rimane fedele al deposito della fede nel servizio, perché la Chiesa non è dei Papi, dei vescovi, dei preti e neppure dei fedeli, è soltanto di Cristo. Solo chi vive in Cristo promuove e difende la Chiesa con la santità della vita, sull’esempio di Pietro e di Paolo”.

[Dal libro di Antonino Legname, La Teopsia di Francesco. Tra scienza e fede, il nuovo umanesimo cristiano, integrale, popolare, solidale, inclusivo e gioioso, Le Nove Muse, Catania 2017, vol. I, pp. 516-520].