Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 13 giugno 2018

LA SANTITA' ANONIMA DI TUTTI I GIORNI

CRISTIANI A TEMPO PIENO
Francesco: «La testimonianza del cristiano è “24 ore su 24”, perché inizia al mattino quando mi alzo fino alla sera quando vado a letto»


   
di Antonino Legname


Quando si parla di santità è facile pensare immediatamente ai Santi canonizzati dalla Chiesa e con l’aureola in testa. Papa Francesco sta facendo di tutto per aiutarci a comprendere meglio che la santità non è prerogativa di alcuni fortunati e privilegiati nella Chiesa, ma è vocazione di tutti i battezzati e di tutti gli uomini di buona volontà, che sanno essere nella quotidianità sale e luce per gli altri, senza suonare le campane e senza accendere i riflettori. «Questa è la santità di tutti i giorni – ha detto Francesco nella Meditazione della Messa a Santa Marta, il 12 giugno 2018. La testimonianza del cristiano è “24 ore su 24”, perché «inizia al mattino quando mi alzo fino alla sera quando vado a letto». Sappiamo che il Mahatma Gandhi aveva un grandissimo rispetto per Gesù di Nazareth e lo dichiarava apertamente. Un giorno quando gli chiesero perché non si fosse fatto cristiano rispose: “Anch’io sarei cristiano, se i cristiani lo fossero 24 ore al giorno”. Bisogna essere cristiani a tempo pieno. 

Non c’è dubbio che la testimonianza più grande per un cristiano è dare la vita, con il martirio; ma non è da sottovalutare la testimonianza quotidiana, quella che si snoda regolarmente durante tutto l’arco della giornata. Tutto ciò che di ordinario facciamo ogni giorno, se lo facciamo bene e per il bene degli altri diventa straordinario. Fare tutto con umiltà, senza cercare il plauso umano, rende le nostre opere bene accette a Dio. Mi piace paragonare l’umiltà al filo che tiene unite tutte le perle – che sono le nostre buone opere – se il filo si spezza, tutte le perle si disperdono. Il Pontefice esorta a non essere protagonisti dei nostri meriti. Senza l’umiltà anche le opere più meritorie perdono valore agli occhi di Dio. Con molta naturalezza e umiltà bisogna essere «sale» e «luce» per gli altri – ha ribadito il Papa - Un pizzico di sale condisce e dà gusto ai cibi; il sale «non insaporisce se stesso», e la luce non serve per illuminare se stessa, ma per aiutare gli altri a stare meglio, specialmente nelle ore più buie. «Sembra poca cosa» ma il Signore – ci assicura il Papa - «con poche cose nostre fa dei miracoli, fa delle meraviglie».

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Sfogliando casualmente un mio vecchio quaderno del 1975, ho trovato questa bella preghiera sulla santità - tratta dal diario di un prete - che all'età di 15 anni, quando ancora ero nel Seminario minore di Nicosia, avevo trascritto a mano, perché mi aveva particolarmente colpito per la sua semplicità e per la profondità spirituale.


Signore, vorrei … !                                  
              
Signore, vorrei,

- te lo ripeto ancora una volta -

vorrei essere santo!

Vorrei essere santo, o Signore!

Ma non per essere portato in giro

a suon di tamburi e di grancassa.

Non mi piace la banda

e lo scoppiettare dei mortaretti mi urta.

Vorrei essere santo, Signore!

Ma non per essere affumicato

da candele, lumi e ceri

e odorar di incenso.

Ma vorrei essere santo

per farti compagnia nelle chiese di città

e nelle capanne di missione.

Vorrei essere sempre con Te, vicino a Te,

cuore a cuore,

e nella solitudine della Tua dimora,                

starmene lì, immobile,

estasiato dall’amore.

Vorrei essere santo, Signore,

come Pietro, Paolo, Saverio,

e di contrada in contrada,

di regione in regione

predicare la Tua Parola,

insegnare a tutti la Via, la Verità e la Vita.

Vorrei ancora essere santo, Signore,

per darti prova del mio amore

come Lorenzo, Agnese, Cecilia.

Se è vero che non c’è amore più grande

di colui che dà la vita per l’amico che ama,

dona anche a me la corona del martirio.

Allora

con la palma tra le mani,

nella porpora del mio sangue

canterò per sempre l’inno dell’Amore.

Ecco la brama del mio cuore:

essere santo, apostolo e martire,

Signore!

[Preghiera tratta dal libro di Luciano Campion, L’amore nel diario di un prete, Marietti, Torino 1968]