Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 7 dicembre 2018

DIRE SENZA FARE È UN TRUCCO


NO, ALLA CULTURA DELLE RACCOMANDAZIONI
Francesco: «Io non voglio pensare male, ma sotto il tavolo di una raccomandazione sempre c’è una busta».

 
di Antonino Legname

«Dire o fare? Io sono cristiano del dire o del fare? Sabbia e roccia: io costruisco la mia vita sulla roccia di Dio o sulla sabbia della mondanità, della vanità? Alto e basso: io sono umile, cerco di andare sempre dal basso, senza orgoglio?» - sono queste le domande che Papa Francesco pone durante la sua Meditazione della Messa a “Casa Santa Marta”, il 6 dicembre 2018. La riflessione del Pontefice, sullo sfondo del Vangelo della casa costruita sulla sabbia e sulla roccia, si incentra su tre gruppi di parole contrapposte: «dire e fare», «sabbia e roccia», «alto e basso». Purtroppo, non è sempre facile la coerenza tra il dire e il fare. Come dice un proverbio: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Anche nella vita cristiana si pecca di incoerenza quando «io dico che sono cristiano ma non faccio le cose del cristiano». Francesco paragona l’incoerenza al «truccarsi», perché «dire soltanto, è un trucco». Bisogna convincersi che nella vita cristiana quello che conta è il fare e non il dire. Gesù proponeva «sempre cose concrete». Ma dobbiamo ammette che viviamo in una società dove è dominante la «cultura del dire», dove si parla molto, anzi si grida troppo, pensando di essere ascoltati. Il Vescovo di Roma ci ricorda che le opere di misericordia non sono oggetto di pensiero, ma sono azioni concrete a favore dei poveri, carcerati, ammalati. Il Pontefice, nel contrapporre il fare e il dire, stigmatizza una delle pratiche molto diffuse nella nostra società: la «cultura delle raccomandazioni». E l’esempio che fa il Papa è molto eloquente: «Accade che per un concorso all’università venga scelto «uno che non ha quasi meriti» rispetto a tanti bravi professori; «e se si domanda: “Ma perché questo? E questi altri bravi..?” – “Perché questo è stato raccomandato da un cardinale, lei sa... i pesci grossi...”». E senza giri di parole il Pontefice aggiunge: «Io non voglio pensare male, ma sotto il tavolo di una raccomandazione sempre c’è una busta». E nel gergo comune si chiama “bustarella”. Non c’è dubbio che è meglio fare senza dire che dire senza fare. Anche Gesù consiglia di «fare senza dire: quando dai l’elemosina, quando preghi... di nascosto, senza dirlo». 
E poi c’è l’altra immagine, quella della «sabbia» e della «roccia». A volte si preferisce costruire in maniera irresponsabile la propria vita e il proprio successo sulla sabbia, cioè su un materiale fragile; di fronte alla prime difficoltà tutto crolla e si distrugge. «La sabbia – spiega il Papa - è una concretezza debole». Che significa, invece, costruire sulla roccia? Francesco – citando Isaia – dice che «il Signore è una roccia eterna» e chi costruisce su Dio, su Gesù non sarà deluso. È anche vero che «tante volte, chi confida nel Signore non appare, non ha successo, è nascosto... ma è saldo». Il Papa conclude, invitando a non porre la propria «speranza nel dire, nella vanità, nell’orgoglio, negli effimeri poteri della vita», ma a «costruire su quella roccia che è Dio, che è Gesù».