Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 21 dicembre 2017

VIETATO AVERE LA FACCIA DA VEGLIA FUNEBRE

LA GIOIA DEL CRISTIANO PERDONATO
Papa Francesco: «Per favore siamo cristiani gioiosi»




di Antonino Legname

«Gioisci, salta, grida di gioia, balla di gioia». È questo il messaggio che Papa Francesco ha lanciato durante la Meditazione della Messa a “Santa Marta“, il 21 dicembre 2017. La gioia è il distintivo del cristiano che è stato redento. «Se tu sei stato perdonato, sei stato guarito, rallegrati!» - ha ribadito Francesco. Per fare comprendere meglio il suo pensiero, il Pontefice ha fatto l'esempio di un carcerato al quale viene improvvisamente commutata la pena, «non ci può credere, non se l’aspettava e la gioia: “Mi hanno perdonato!”». Quando dal volto del cristiano traspare la gioia, anche il non credente si interroga. Francesco ha ricordato che c'era un filosofo agnostico o ateo che criticava i cristiani e diceva: “Ma quelli - i cristiani - dicono di avere un Redentore; io ci crederò, crederò nel Redentore quando loro avranno la faccia di redenti, gioiosi per essere redenti”».  E allora non assumere l'aria malinconica e mesta; non mostrare la «faccia di veglia funebre», - ha detto Francesco - perché questo non aiuterà chi è lontano a credere che Cristo ci ha redenti e i nostri peccati sono stati perdonati. Non dobbiamo dimenticare che siamo dei perdonati. Pertanto, ha consigliato il Papa: «prendi questo perdono e vai avanti con gioia. “Ma sono peccatore...”. Sì, ma se lui ti ha perdonato alla radice, ti perdonerà poi le cose che per debolezza tutti facciamo. Dio è il Dio del perdono, non dimenticare mai»; e questo deve bastare per «avere faccia di redenti, gioiosi». Purtroppo, durante il cammino della vita potremmo fare «qualche scivolata» - ma non bisogna abbattersi perché il nostro Dio è il «Dio del perdono», è in mezzo a noi» e non ci lascerà cadere le braccia in segno di sconfitta. E allora che aspetti? «Alzati vai, grida di gioia, rallegrati, esulta e acclama con tutto il cuore”».

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