Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 20 dicembre 2017

LA GIOIA DELLA FECONDITA' MATERIALE E SPIRITUALE

L'INVERNO DEMOGRAFICO
Papa Francesco: «Ci sono Paesi vuoti di bambini. E questa non è una benedizione»



di Antonino Legname

«La fecondità nella Bibbia è una benedizione» - ha detto Papa Francesco nella Meditazione della Messa  a "Santa Marta", il 19 dicembre 2017. Ai nostri padri Dio diede un comandamento: «Riempite la terra, siate fecondi!». Il Pontefice ci ricorda che «dove c’è Dio, c’è fecondità». Purtroppo, nella società di oggi ci sono «Paesi che hanno scelto la via della sterilità e patiscono di quella malattia tanto brutta che è l’inverno demografico». Perché non si fanno figli? Francesco risponde che uno dei motivi può essere la «paura di intaccare il proprio benessere. Ci sono ragioni di opportunismo egoistico e il risultato, lamenta il Papa è che  ci sono «paesi vuoti di bambini. E questa non è una benedizione». Ma non esiste solo una fecondità materiale, in riferimento alla generazione dei figli - ha detto Francesco - c'è anche una fecondità spirituale, che consiste nel «dare vita» agli altri. In pratica significa essere fecondi con le opere buone: «una persona può passare la vita senza sposarsi, ma vivere dando vita agli altri». E Francesco aggiunge: «Anche noi, sacerdoti, religiosi e religiose, non ci sposiamo, ma guai a noi se non siamo fecondi con le buone opere, se non portiamo fecondità al popolo di Dio. La fecondità è un segno di Dio». In questo senso ogni persona può e deve essere feconda. Ovviamente, bisogna chiedere a Dio la grazia di avere figli naturali che possano chiudere gli occhi dei loro genitori nel momento del trapasso e anche «chi ha consacrato la sua vita al Signore» abbia figli spirituali che gli chiudano gli occhi al momento della morte. Papa Francesco condivide un ricordo personale: «Penso all’anziano missionario della Patagonia che alla fine, novantenne, diceva: “La vita mi è passata come un soffio”. Ma quell’anziano aveva tanti figli dell’anima che erano accanto a lui nell’ultima malattia». È questa «la gioia della fecondità». In conclusione, il Vescovo di Roma ha paragonato il cuore dell'uomo ad una culla, ed ha invitato a chiedersi: «Come è il mio cuore? È vuoto, sempre vuoto. Ma è aperto per ricevere continuamente vita e dare vita, per ricevere ed essere fecondo o sarà un cuore conservato come oggetto di museo che mai è stato aperto alla vita e a dare la vita?». Francesco esorta a chiedere che Dio riempia la «culla» del cuore dell'uomo con la fecondità di tante opere di bene.