Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

domenica 17 dicembre 2017

PAPA FRANCESCO: "NO AI POLVERONI MEDIATICI"

I PECCATI DELLA COMUNICAZIONE
«La disinformazione, la calunnia e la diffamazione»


 di Antonino Legname

Il 16 dicembre 2017, Papa Francesco, ricevendo in Udienza i Membri dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (F.I.S.C.), ha detto: «Voi avete un compito, o meglio una missione, tra le più importanti nel mondo di oggi: quella di informare correttamente, di offrire a tutti una versione dei fatti il più possibile aderente alla realtà». I giornalisti e gli operatori della comunicazione sono dei veri e propri mediatori sociali «tra le conoscenze a disposizione degli specialisti e la concreta possibilità di una loro ampia divulgazione». Il Papa ha evidenziato il ruolo fondamentale dei professionisti dell'informazione, i quali con la loro «voce libera e responsabile» aiutano la crescita democratica della società, favorendo un «proficuo dibattito basato su dati reali e correttamente riportati». E sulla correttezza dell'informazione il Pontefice ha messo l'accento, denunciando quella spinta emotiva al sensazionalismo della notizia a discapito della precisione e della completezza. Francesco chiede un'informazione più «affidabile, con dati e notizie verificate», e che sia in grado di «far crescere nei lettori un sano senso critico». Purtroppo, capita sempre più spesso di usare i mezzi di informazione per «manipolare la realtà, le opinioni e le persone stesse, producendo spesso inutili “polveroni mediatici”». I giornali locali e i settimanali diocesani devono diventare uno spazio di dialogo dove la gente e  le varie componenti ecclesiali possano facilmente comunicare. Il Pontefice avverte l'urgenza di evitare l'inflazione dei discorsi gridati e ambigui, e auspica che le notizie vengano «comunicate con serenità, precisione e completezza, con un linguaggio pacato». Da una parte occorre rispettare il diritto all'informazione e dall'altra il dovere di non ledere la dignità delle persone diffondendo notizie avventate, poco ponderate e non verificate. Nessuno - dice il Papa - dovrebbe essere «danneggiato  in assenza di reali e circostanziati indizi di responsabilità». Francesco non esita a stigmatizzare, come molto gravi, alcuni «peccati della comunicazione», come per esempio la «disinformazione – cioè dire soltanto una parte –, la calunnia, che è sensazionalistica, o la diffamazione, cercando cose superate, vecchie, e portandole alla luce oggi: sono peccati gravissimi, che danneggiano il cuore del giornalista e danneggiano la gente».