Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

mercoledì 10 maggio 2017

FRANCESCO: "NON SIAMO ORFANI ABBIAMO UNA MADRE IN CIELO"


Francesco: "Guardiamo a Maria, Madre della speranza" 
 
Il Papa chiede ai fedeli di pregare per la sua prossima visita a Fatima, il 12 e il 13 maggio, nel centenario della prima apparizione della Vergine ai tre Pastorelli. Il Papa andrà in Portogallo come pellegrino di speranza e di pace «per affidare alla Madonna le sorti temporali ed eterne dell’umanità e supplicare sulle sue vie le benedizioni del Cielo».




di Antonino Legname


Durante l'Udienza Generale del mercoledì 10 maggio 2017, Papa Francesco ha incentrato la sua Catechesi su Maria, «Madre della speranza»; Ella «stava» ai piedi della croce per il suo istinto naturale di madre. Quante «notti» Maria ha attraversato nel suo cammino! Quante madri accompagnano i loro figli nella sofferenza - ha detto il Papa. Il «sì» di Maria nell'annunciazione è stato il primo passo di un lungo elenco di obbedienze alla volontà di Dio. Maria, come ci appare nel Vangelo, non sempre comprendeva pienamente quello che succedeva attorno a lei e dentro di lei; però, Ella meditava ogni parola e in silenzio conservava tutto nel suo cuore. Francesco legge in questa disposizione di Maria un frammento bellissimo della sua psicologia: «non è una donna che si deprime di fronte alle incertezze della vita, specialmente quando nulla sembra andare per il verso giusto. Maria non è una donna che protesta con violenza o che impreca contro il destino della vita che a volte mostra il suo volto ostile. Maria è una donna che ascolta. Francesco dice che non bisogna dimenticare che c'è sempre una relazione tra la speranza e l'ascolto. E Maria ha saputo ascoltare e accettare la vita con tutti i suoi risvolti felici e tragici. E questo fino alla notte estrema quando vide suo Figlio inchiodato sul legno della croce. E nel momento cruciale della passione e della morte di suo Figlio, quando quasi tutti gli amici si sono dileguati per la paura, la Madre è lì a soffrire ai piedi della croce, perché «le madri non tradiscono». Nessuno di noi - ha detto il Papa - è in grado di dire quale sia stata la sofferenza più grande: «se quella di un uomo innocente che muore nel patibolo della croce, o l'agonia di una madre che accompagna gli ultimi istanti della vita di suo figlio». Papa Francesco fa notare che i Vangeli sono estremamente laconici discreti in merito al dolore di Maria, non dicono nulla, neppure una pennellata per descrivere la sua reazione, «se piangesse o se non piangesse», e si limitano a dire soltanto che la Madre «stava»  lì, ai piedi della croce; non era andata via nel momento più brutto e più crudele. «E soffriva con il figlio». Là dove c'è bisogno di avere una candela accesa in un luogo oscuro, Maria è presente con il suo istinto di madre che soffre tutte le volte che c'è un figlio che vive una passione. Per questo noi la amiamo come Madre. «Non siamo orfani - ha ricordato il Papa - abbiamo una Madre in cielo che è la Santa Madre di Dio». Alla scuola di Maria dobbiamo imparare la virtù dell'attesa anche quando sembra che nulla ha senso; Ella ci insegna a confidare in Dio anche quando Lui sembra eclissarsi per il male che c'è nel mondo. E si fa accorata la preghiera del Papa a Maria, la Madre che Gesù ci ha donato, affinché nei momenti di difficoltà possa sempre sostenere il nostro cammino, possa sempre dire al nostro cuore: «Alzati. Guarda avanti. Guarda l'orizzonte», perché Lei è «Madre di speranza».