Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

martedì 23 maggio 2017

«IL CATTIVO SPIRITO SEMPRE ENTRA DALLE TASCHE»


I PROFETI PERSEGUITATI IERI E OGGI

Francesco: “Una Chiesa senza martiri dà sfiducia




di Antonino legname

Nell'Omelia della Messa del 23 maggio 2017 nella Casa “Santa Marta”, Papa Francesco ha voluto sottolineare il ruolo dei Profeti nella storia della salvezza. Il Signore li inviava in mezzo al popolo dalla dura cervice, che aveva deviato dalla retta via e che preferiva vivere nel tepore della mondanità servendo gli idoli. “Ai profeti – dice il Papa – è accaduto lo stesso di Paolo: erano perseguitati, bastonati”. Perché?  - si domanda il Pontefice. La risposta è: “perché scomodavano”. I profeti da sempre sono persone scomode. E’ una dinamica sempre attuale anche nella Chiesa di oggi – ha evidenziato il Papa – “quando qualcuno denuncia tanti modi di mondanità è guardato con occhi storti, questo non va, meglio che si allontani”. E ha voluto ricordare che nella sua terra, “tanti, tanti uomini e donne, consacrati buoni, non ideologi, ma che dicevano: <No, la Chiesa di Gesù è così...>, di costoro hanno detto: <Questo è comunista, fuori!>, e li cacciavano via, li perseguitavano. Pensiamo al beato Romero”. E ciò è capitato a “tanti, tanti nella storia della Chiesa, anche qui in Europa”. Francesco ha individuato la causa dell’incomprensione e della persecuzione dei profeti: è il <cattivo spirito> che “preferisce una Chiesa tranquilla senza rischi, una Chiesa degli affari, una Chiesa comoda, nella comodità del tepore, tiepida”. Il Vescovo di Roma ribadisce con forza che «il cattivo spirito sempre entra dalle tasche»; i soldi e gli affari sono un potente anestetico per quella Chiesa che preferisce diventare tiepida, vivere tranquilla, essere ben organizzata e senza problemi. La vera Chiesa, invece, va avanti grazie ai suoi testimoni e ai suoi martiri; “una Chiesa senza martiri dà sfiducia”. Senza mezzi termini il Pontefice dice che una Chiesa che ha paura di annunciare Gesù Cristo e che non caccia gli idoli, specialmente quel signore che è il denaro, “non è la Chiesa di Gesù”. Francesco chiede a tutti di pregare affinché si realizzi “una rinnovata giovinezza, una conversione dal modo di vivere tiepido all’annuncio gioioso che Gesù è il Signore”.