Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

domenica 4 febbraio 2018

SANT'AGATA, CATANIA E I SUOI DEVOTI

IL POPOLO INSEGNA COME SI AMA AGATA
Papa Francesco: «Se perdiamo il contatto con il popolo fedele di Dio perdiamo in umanità»


di Antonino Legname

C'è una vera e propria identificazione tra Catania e Sant'Agata. Dire Catania è dire Sant'Agata e viceversa. La religiosità del popolo catanese, in un certo senso, si identifica con la Santa Patrona Agata, Vergine e Martire. Possiamo dire che la «pietà» e la «spiritualità popolare» dei catanesi siano un modo legittimo di vivere la fede!? Papa Francesco sostiene che la «pastorale popolare» sia, non solo la chiave ermeneutica per comprendere meglio l'azione del Popolo di Dio che prega ed opera, ma anche un antidoto potente ed efficace contro la «pastorale clericale»; il «clericalismo», ancora molto diffuso nelle Comunità ecclesiali, può essere superato dalla «religione del popolo», cioè dalla «pietà popolare», che se ben orientata, purificata ed evangelizzata produce frutti abbondanti di bene e manifesta una vera e genuina presenza dello Spirito Santo, il quale “non è solo «proprietà» della gerarchia ecclesiale”. Se oggi la Chiesa vuole frenare l'avanzamento del secolarismo deve promuovere e sostenere la pietà popolare che è un vero e proprio canale di trasmissione della fede. La fede del popolo di Dio è una fede semplice ed essenziale. Tanti devoti di Sant'Agata, forse, non conoscono bene tutti i particolari della storia di Sant'Agata; ma per questo ci pensano i teologi e gli storici della Chiesa; loro ti spiegheranno chi è e cosa ha fatto Agata. Ma, se tu vuoi sapere come si ama Agata, devi andare in mezzo al popolo di Dio che te lo insegnerà meglio e bene. Pertanto, occorre ascoltare di più la saggezza del Popolo dei devoti, imparando a valorizzare la pietà popolare della nostra gente che possiede la capacità di comprendere il Vangelo. La chiave per entrare nel cuore dell'umanesimo cristiano popolare è la vicinanza alla gente; «se perdiamo questo contatto con il popolo fedele di Dio - ha detto Papa Francesco - perdiamo in umanità e non andiamo da nessuna parte».
S.E. Mons. Salvatore Gristina con la reliquia del velo di S.Agata

Francesco esorta i Pastori della Chiesa «ad ascoltare il Popolo di Dio»; e il modo più giusto è quello di «scalzarsi» dei pregiudizi e dei razionalismi, e di non lasciarsi incasellare dagli schemi funzionali; e, inoltre, bisogna imparare a conoscere in che modo «lo Spirito agisce nel cuore di tanti uomini e donne che con grande vigore non smettono di lottare per rendere credibile il Vangelo». Per sottolineare il legame forte che deve esserci tra il Pastore e il suo Gregge, il Papa racconta che un giorno un Vescovo si trovava nella metro all'ora di punta: “c’era talmente tanta gente che non sapeva più dove mettere la mano per reggersi. Spinto 
a destra e a sinistra, si appoggiava alle persone per non cadere. E così ha pensato che, oltre la preghiera, quello che fa stare in piedi un vescovo, è la sua gente”. Il Popolo di Dio possiede quel «fiuto» per individuare e percorrere le strade nuove che lo Spirito Santo apre nel cammino ecclesiale. Bisogna mettersi in ascolto umile e fiducioso della nostra gente ed è cosa buona riconoscere e valorizzare sempre di più la pietà popolare del popolo, perché ogni battezzato ha ricevuto il dono di comprendere il Vangelo e può contribuire ad arricchire il «deposito della fede». In questo senso, i Pastori della Chiesa ricevono dai fedeli laici nuovi impulsi pastorali e linfa per il nutrimento della fede, e per questo motivo non devono sottovalutare o mortificare la religiosità popolare declassandola a superstizione o a semplice folclore. Ovviamente, ci sono ancora molti aspetti della festa che devono essere attenzionati e purificati; non possiamo negare, però, che in questi decenni, le autorità religiose e civili della nostra città hanno fatto e continuano a fare tanti sforzi per migliorare questa grande manifestazione di fede e di devozione popolare. Se vogliamo che la festa di Sant'Agata diventi la «festa del Popolo di Dio» occorre mettere in pratica con più determinazione l'esortazione di Papa Francesco: “sia tutto il popolo di Dio ad annunciare il Vangelo, popolo e pastori, intendo … Popolo e Pastori insieme». La festa di Sant'Agata è l'abbraccio di amore e di devozione del popolo di Dio alla sua santa Patrona.
E allora, gridiamo tutti con vera fede: "Cittadini, devoti tutti, Viva sant'Agata!"