Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

giovedì 22 novembre 2018

I COMANDAMENTI SONO I GUARDRAIL SULLA STRADA DELLA VITA


I DESIDERI DEL CUORE
Francesco: «Dio è l’unico capace di rinnovare il nostro cuore, a patto che noi apriamo il cuore a Lui»



di Antonino Legname

«Solo la misericordia di Dio guarisce il cuore», ha detto Papa Francesco nella Catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì 21 novembre 2018, in Piazza San Pietro. Solo chi sperimenta in se stesso la misericordia di Dio riuscirà ad essere misericordioso con gli altri.
Udienza Generale di Mercoledì 21 novembre 2018
Parlando delle ultime parole del Decalogo, Non desiderare il coniuge altrui; non desiderare i beni altrui,  Francesco ha ricordato che «tutti i comandamenti hanno il compito di indicare il confine della vita, il limite oltre il quale l’uomo distrugge sé stesso e il prossimo, guastando il suo rapporto con Dio». In altre parole, possiamo paragonare i comandamenti ai guardrail della strada, che sono la barriera di protezione e di sicurezza stradale; essi ci indicano i limiti oltre i quali non bisogna andare se non si vuole correre il rischio di danneggiare se stessi e, direttamente o indirettamente, anche gli altri. Il Pontefice ribadisce che i comandamenti sono stati dati da Dio a tutta l’umanità per non farla deviare e precipitare verso il baratro: «Se tu vai oltre, distruggi te stesso, distruggi anche il rapporto con Dio e il rapporto con gli altri. I comandamenti segnalano questo». E a proposito dell’ultimo comandamento, il Vescovo di Roma ha spiegato che tutte le trasgressione, tutti i peccati hanno la loro radice comune nei «desideri malvagi». Non c’è dubbio che – come insegna Gesù nel Vangelo - «dal di dentro, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male». Quali sono? Gesù fa un elenco: «impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza», e possiamo aggiungere «cupidigia, chiacchiere», ecc. Quello che conta, se si vuole cambiare in meglio la propria vita, è puntare dritto al cuore. Dice Francesco: «se il cuore non è liberato, il resto serve a poco». Ma come si può purificare il cuore? Chi confida solo nelle proprie forze umane, nonostante lo sforzo titanico della volontà, non riuscirà in quest’opera di restauro. Francesco avverte che «è vano pensare di poter correggere sé stessi senza il dono dello Spirito Santo». La Legge di Dio, condensata nei comandamenti, ha il compito di «portare l’uomo alla sua verità, ossia alla sua povertà», nel senso che rende il cuore dell’uomo bisognoso, anzi – dice il Papa - «mendicante», perché chiede a Dio di bonificarlo; infatti: «Dio è l’unico capace di rinnovare il nostro cuore, a patto che noi apriamo il cuore a Lui». In conclusione, il Pontefice esorta tutti a mettere ordine nel proprio cuore, confidando nella misericordia di Dio; questo richiede anzitutto l’umiltà di riconoscersi peccatori e la fiducia di abbandonarsi alla «misericordia di Dio», la sola che può guarire e purificare il cuore dai desideri cattivi.