Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

venerdì 23 novembre 2018

RISCHIARE PER LA LIBERTA’


IL CORAGGIO DI ESSERE LIBERI
Francesco: «Bisogna eliminare ciò che priva gli uomini e le donne del tesoro della libertà»


di Antonino Legname

«Rischiare per la libertà, significa mettersi in gioco», ha detto Papa Francesco nel Videomessaggio indirizzato ai Partecipanti alla VIII edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che si è svolto a Verona, dal 22 al 25 novembre 2018, sul tema «Il rischio della libertà». Veramente la libertà viene messa a rischio ogni giorno da tutte quelle forme deviate che generano «guerre, ingiustizie, violazioni dei diritti umani». Il Pontefice chiede a tutti un forte impegno «per eliminare ciò che priva gli uomini e le donne del tesoro della libertà». Il Vescovo di Roma individua almeno tre situazioni che mettono in serio pericolo la libertà: «l'indigenza, il dominio della tecnologia, la riduzione dell'uomo a consumatore». Quando si parla di indigenza, il riferimento più immediato è alle ingiustizie che ne sono la causa. Il Pontefice in tantissime occasioni ha messo sotto accusa la «cultura della scarto», che è un prodotto della società consumistica e dell’egoismo umano. È mortificante vedere «un uomo o una donna ridotti ad "avanzo"» dalla cattiva libertà altrui e «defraudati della possibilità stessa di "rischiare" la propria libertà per se stessi, per la propria famiglia, per una vita buona, giusta e dignitosa». E questo senso di schiavitù viene accentuato dal potere smisurato della tecnologia. Papa Francesco è convinto che «lo sviluppo tecnologico, quando non è accompagnato da un adeguato sviluppo della responsabilità, dei valori e della coscienza», prima o poi si ritorce contro l’uomo stesso. 
Il progresso tecnologico, quando viene assolutizzato, perde il senso del limite e si rivolge in definita contro il rispetto della dignità umana e della libertà. E infine, c’è la situazione negativa dell’«uomo consumatore», dell’uomo che si identifica con quello che riesce a consumare, fino al punto da dire: «io sono ciò che consumo». Francesco avverte che è una mera illusione di libertà credere che oggi si possa scegliere liberamente tutto quello che si vuole consumare; in realtà «coloro che possiedono la libertà sono quelli che fanno parte della minoranza che detiene il potere economico e finanziario». Ma la libertà è un grande dono che Dio ha concesso ad ogni essere uomo e nessuno si rassegna facilmente di fronte alle situazioni di schiavitù e di sfruttamento. Il Pontefice elogia tutti coloro che hanno trovato il coraggio di rischiare per la libertà e sono riusciti ad uscire dalla schiavitù della «prostituzione» o dalla «morsa dell’usura». La vera libertà – ha detto il Papa - «non uccide mai i sogni». In sintesi, cosa significa essere liberi? Il Vescovo di Roma risponde: «essere liberi è una sfida, una sfida permanente: affascina, avvince, dà coraggio, fa sognare, crea speranza, investe sul bene, crede nel futuro». E il mondo d’oggi ha urgente bisogno di queste persone libere, che non hanno paura «di spendersi e di sporcarsi le mani per realizzare il bene e aiutare chi è nel bisogno».