Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

lunedì 17 settembre 2018

IL CAMMINO DELLA FELICITA’


LA LOGICA DEL CONTRARIO
Francesco: «Il grande accusatore, Satana, ci spinge ad accusare gli altri, per distruggerli»
 



 di Antonino Legname

La logica del Vangelo è una «logica rivoluzionaria», perché è «la logica del contrario rispetto allo spirito del mondo», ha detto Papa Francesco nella Meditazione della Messa a Santa Marta, il 13 settembre 2018. La strada che ci indica il Vangelo non è in pianura o in discesa, e – avverte il Pontefice - «essere cristiano non è facile. Ma ci fa felici. È il cammino della felicità, della pace interiore». Nel Vangelo, il Signore ci offre lo stile di vita del vero discepolo e ci dà segnali per avanzare nel cammino». Ci sono quattro comandamenti che di primo acchito, secondo la logica del mondo, sono una vera «pazzia»: “amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”. Com’è possibile che Gesù chieda così tanto ai suoi discepoli? Sembra innaturale amare chi mi ha fatto del male e mi è nemico. Come faccio ad amare chi mi odia e mi vuole distruggere? Ho diritto a odiarli? La risposta del Papa è chiara: non solo bisogna amare i nemici, ma occorre pregare e fare del bene a quelli che ci odiano e ci vogliono distruggere. Non si deve fare tanta fatica per capire che c’è «contrasto» tra ciò che appare normale per il mondo e ciò che viene chiesto al cristiano: «Se tu sai che qualcuno ti odia ed è nel bisogno, ha qualche necessità o passa per una situazione difficile, fai del bene» - suggerisce Francesco. E non ci vuole molto a capire che odiare qualcuno, portare rancore agli altri è troppo pericoloso per la salute del corpo e dello spirito; è come un acido che corrode il cuore di chi cova dentro tali sentimenti negativi. 
Alle maledizioni – consiglia Francesco – bisogna rispondere con le benedizioni: «Ti ha maledetto? Tu benedicilo». Se all’odio rispondiamo con l’odio si finisce per fare la guerra. Invece, il Signore ci ha insegnato, non solo a perdonare, ma anche a pregare per le persone che sono moleste e ci trattano male. Questa è la via per vivere da vero cristiano, altrimenti si è cristiani di nome, perché battezzati, ma di fatto si vive come pagani – ha detto il Papa, precisando che questi insegnamenti di Gesù «non sono figure poetiche», ma sono «indicazioni concrete». Per esempio, «è tanto facile riunirci per sparlare dei nemici o di coloro che sono di un partito diverso o anche di coloro che non sono nella nostra simpatia». Invece, ha ribadito Francesco,  la logica cristiana è contraria a questo modo di fare. Al male non si risponde con il male, ma con il bene. È una pazzia? Ma questa è «la follia della Croce». E se un cristiano non si appassiona a questa «follia» non ha capito proprio nulla dell’essere discepolo del Signore. Il Vescovo di Roma ha ricordato che la chiave - oggi si potrebbe dire la password - per aprire il cuore è la «misericordia». Avere misericordia verso gli altri, così come Dio ha misericordia verso ciascuno di noi: «soltanto i misericordiosi assomigliano a Dio Padre» perché questo «è lo stile del Padre». Purtroppo, nel nostro cammino di vita cristiana dobbiamo fare i conti con il «grande accusatore», Satana, che ci accusa davanti a Dio per distruggerci. «E quando io entro in questa logica di accusare, maledire, cercare di fare del male all’altro, entro nella logica del grande accusatore che è distruttore» - ha concluso il Pontefice.