Ubi Petrus, ibi Ecclesia: "Dove c'è Pietro, lì c'è la Chiesa" (Sant'Ambrogio, Explanatio Psalmi XL, 30, 5)

sabato 8 settembre 2018

COME MARIA LASCIAMO CHE DIO CAMMINI CON NOI


CON MARIA VERSO GESU'

Statua della Madonna, venerata nel Santuario di S. Maria di Ognina a Catania, eseguita a Parigi da un monaco cistercense nel 1889


Omelia di Mons. Antonino Legname, in occasione della Festa della Madonna di Ognina a Catania - 8 settembre 2018

È motivo per me di grande gioia spirituale celebrare la festa della Natività di Maria Santissima, con voi tutti, devoti convenuti in questo Santuario di Santa Maria di Ognina. Oggi vogliamo ricordare la nascita di Maria nel mondo come l’arrivo dell’aurora che precede la luce della salvezza che è Cristo Gesù. Maria è il più bel fiore che è sbocciato in mezzo al fango del peccato nel giardino corrotto dell’umanità. Ella è il fiore più puro, più innocente, più degno che Dio ha fatto nascere, perché fosse una degna dimora per il suo Figlio Gesù. Nel piano della salvezza, Maria è la nuova Eva. Come diceva S. Ireneo: « Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che Eva aveva legato con la sua incredulità, Maria l’ha sciolto con la sua fede». E in forza di questa fede e obbedienza, «Ella generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l’ombra dello Spirito Santo» (Cost. dog. Lumen gentium, 63). Questo è un punto su cui i Padri della Chiesa hanno molto insistito: «Maria ha concepito Gesù nella fede e poi nella carne, quando ha detto "sì" all’annuncio che Dio le ha rivolto mediante l’Angelo». Per questo Maria è, dopo Gesù, il capolavoro della creazione; con la sua immacolata nascita, Maria restituisce agli uomini l’immagine della perfezione di Dio: «per essere santi e immacolati al suo cospetto». Maria è la lampada che ha portato all’umanità, avvolta nelle tenebre, la luce divina, Gesù. La nascita immacolata di Maria costituisce, in un certo senso, lo spartiacque della storia della salvezza, come ha detto un Padre della Chiesa del VII secolo, Andrea di Creta, parlando della festa odierna: «L’ombra della notte si ritira all’appressarsi della luce del giorno… La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento». Il Vangelo di oggi (Mt 1,1-16.18-23) ci narra la genealogia di Gesù. È la sintesi di una storia viva, che è stata condotta da Dio verso la nascita di Maria e di Gesù. In “questo elenco – ha detto Papa Francesco – ci sono dei santi e anche dei peccatori, ma la storia va avanti perché Dio ha voluto che gli uomini fossero liberi”. È vero che l’uomo ha usato male della sua libertà ed è stato cacciato via dal Paradiso; ma Dio non abbandona gli uomini, e promette di camminare con loro. Il Dio della storia si fa storia; quando arriva la pienezza dei tempi si incarna nel suo Figlio per poter essere ancora più vicino all’umanità, fatta di uomini giusti e peccatori. Come abbiamo ascoltato nel Vangelo, questa lunga e grande storia dell’umanità trova il suo culmine in una piccola storia, quella di Maria: umile ancella del Signore. Quanta pazienza ha avuto Dio «con tutte queste generazioni; con queste persone – ha detto Papa Francesco – che hanno vissuto la loro storia di grazia e peccato». Dio ha pazienza con gli uomini, perché a tutti i costi vuole che ognuno di noi arrivi ad essere conforme all’immagine del suo Figlio Gesù. San Paolo nella lettera ai Romani scrive: "Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (8,29). Questo si realizza anzitutto in Maria, predestinata ad essere conforme all'immagine del Figlio di Dio e figlio suo. La nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza: per questo ha preparato il corpo e l'anima della madre di Gesù, che è anche madre nostra. Dio entra nella storia e «la nascita di Maria è l’anticamera di questa storia dell’umanità». Come dice Papa Francesco: «Come Maria, lasciamo che Dio cammini con noi». Cosa vogliamo offrire a Maria nel giorno del suo compleanno: un mazzo di fiori viventi, cioè i nostri cuori palpitanti d’amore per Lei, Madre di Gesù e Madre nostra. Sono fiori diversi e variopinti, così come sono diversificate le nostre singole storie. In questo particolare giorno di festa per la nascita di Maria di Nazareth, noi vogliamo ringraziare Dio per averci donato questa Mamma celeste; e vogliamo gioire con Maria per averci donato Gesù nostro salvatore; alla Sua materna protezione e intercessione vogliamo affidare noi e le nostre famiglie


 PREGHIERA ALLA MADONNA DI OGNINA


O Vergine Santa
Regina e Signora di Ognina
volgi a noi il tuo dolcissimo volto di Madre
e ascolta la nostra preghiera:
aiuta chi soffre, consola chi piange,
assisti chi è solo nell'ora della prova.
Proteggi i tuoi figli da ogni pericolo:
di terra, di cielo e di mare.
Dona luce a chi è privo di fede,
dona gioia a chi è senza conforto,
dona vita a chi è senza speranza,
dona forza e coraggio a chi lotta
per la giustizia, il progresso e la pace.
Insegnaci ad essere Chiesa in servizio
del mondo per annunciare il Vangelo
e testimoniare l'Amore,
in solidarietà con chi è povero,
ammalato, disoccupato, bisognoso di aiuto.
O soave Madonna di Ognina
sii sempre con noi sui sentieri del tempo,
tra le case, le piazze, le strade, in famiglia,
nel cuore, nella mente, nella vita
di ogni uomo nostro fratello.
Sii sempre con noi o Maria: Madre, sorella,
amica e compagna di cammino. Amen.